Nuovi particolari emergono nell'inchiesta "Tre Stelle" di Eboli: si tratterebbe di un vero sistema basato su favori, politica e mazzette.
Ecco come nacque il sistema: politica, favori e mazzette dietro l'inchiesta "Tre Stelle"
A
Eboli si respira un’aria da ultimi giorni di Pompei, le voci si rincorrono tra inchieste in fase di accelerazione e
interrogatori secretati che lasciano presagire nulla di buono.
Sullo sfondo un intreccio tra
imprenditoria e
politica che secondo gli
investigatori porterà lontano. Tutto nasce dall’inchiesta che portò al
blitz che coinvolse oltre che il
titolare del caseificio Gianluca La Marca anche
l’ex boss Giovanni Maiale, accusato di averlo ‘favorito’ nell’acquisto di alcuni allevamenti all’asta con l’ausilio
dell’intimidazione, e il
direttore dell’Agenzia delle Entrate di Salerno, Emilio Vastarella, nei guai per aver
‘aggiustato’ presunte pendenze con il Fisco, a carico del 42enne, in cambio di
costose regalie.
L’inchiesta portò gli investigatori a trovarsi difronte vecchie conoscenze, in un settore, quello
bufalino che sembrava un’isola felice. Spunta come teste addirittura il
battipagliese Campione il cui incontro con
Giovanni Maiale, a suo dire, lo portò anni indietro ai tempi in cui imperversava
don Giovanniello.
Qualcuno sussurra degli interessi di un altro vecchio
boss Giovanni Marrandino, e dell’
ex braccio destro dello stesso Maiale. Tanto è vero che un altro caseificio è attenzionato dagli investigatori. Ad esempio, si dice, che fu installato in fretta e furia anche un impianto di illuminazione pubblica.
E qui, il particolare che fa la differenza, fa innescare l’inchiesta bis. Quella che porta nelle stanze dei bottoni. Un asse fatto di affari, mazzette e favori in un territorio dove aleggia sempre quel tesoro economico di
Giovanni Maiale su cui non si riesce a mettere le mani. Ma questa è un’altra storia.
Cosa avrà potuto raccontare ai magistrati
Rocco Alfano e Marco Colamonici della
Direzione Distrettuale di Salerno il giovane titolare del
caseificio Tre Stelle di Eboli, subito dopo finito ai domiciliari? Che carnefice non fu ma vittima del
sistema Eboli che lo portò al centro delle attenzioni.
Tanto è vero che il
caseificio Tre Stelle, come scrivono gli avvocati in una nota “è un'azienda solida, leader da anni del settore ed in costante crescita commerciale grazie alle capacità imprenditoriali ed al quarantennale lavoro della famiglia
La Marca. Qualunque ipotesi di evasione fiscale è stata giudiziariamente esclusa da tre gradi di giudizio cautelare: la società, dunque, non ha mai commesso evasione fiscale ed, anzi, vanta crediti nei confronti dell’Erario per svariati milioni di euro”.
È la conferma che l’inchiesta è ad una svolta, al di là delle
dichiarazioni di La Marca la cui attendibilità è al vaglio della
Procura. Paradossalmente la tornata elettorale ha portato alla classica quiete prima della tempesta.