La latitanza di Roberto Mazzarella, uno dei nomi più pesanti della criminalità organizzata napoletana, non si è conclusa in un anonimo bunker di periferia, ma tra le maioliche blu e il profumo di salsedine di Vietri sul Mare.
Il super latitante aveva scelto come quartier generale per la Pasqua una delle dimore più esclusive della Costiera Amalfitana, situata nell'impervia e riservatissima località Fuenti, un tratto di costa dove la roccia cade a picco nel Tirreno e la privacy è il bene più prezioso come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Questa location non è stata scelta per caso. La struttura offre un isolamento quasi totale, garantito da una posizione geografica che la rende invisibile dal mare e irraggiungibile via terra senza autorizzazione. Gli interni, caratterizzati da ampi saloni e terrazze che sembrano sospese tra cielo e acqua, affacciano su un approdo privato con spiaggia esclusiva, permettendo spostamenti via mare lontani da occhi indiscreti. È un luogo dove il silenzio è interrotto solo dal vento, lo stesso silenzio che all'alba di ieri ha accompagnato il blitz degli inquirenti.
La villa era già nota alle cronache mondane per essere stata proposta in passato a star del calibro di Franck Ribéry. Con un costo che supera i mille euro a notte, la struttura opera regolarmente nel circuito dell'ospitalità extra-alberghiera per stranieri, offrendo un livello di riservatezza tale che nemmeno nel comune di Vietri nessuno si era accorto della presenza del boss. Mazzarella è passato così dal solarium di una terrazza mozzafiato alle mura di un carcere, lasciando dietro di sé il lusso sfrenato di un paradiso terrestre che per oltre un anno lo aveva protetto dalle ricerche dello Stato.
Il super latitante aveva scelto come quartier generale per la Pasqua una delle dimore più esclusive della Costiera Amalfitana, situata nell'impervia e riservatissima località Fuenti, un tratto di costa dove la roccia cade a picco nel Tirreno e la privacy è il bene più prezioso come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Il "rifugio dorato" di Fuenti scelto da Roberto Mazzarella
L'architettura della villa, incastonata nella scogliera sin dal 1964, sorge sulle vestigia dell'antico porto dell'Abbazia Benedettina di Cava de' Tirreni. Si tratta di un gioiello del segmento luxury, progettato per scomparire alla vista di chi percorre la Statale 163. Dalla strada, infatti, nulla lascia presagire l'esistenza di un simile complesso: solo un piccolo cancello verde e un citofono anonimo segnano l'ingresso a quello che è, a tutti gli effetti, un villaggio privato accessibile tramite una ripida e stretta discesa.Questa location non è stata scelta per caso. La struttura offre un isolamento quasi totale, garantito da una posizione geografica che la rende invisibile dal mare e irraggiungibile via terra senza autorizzazione. Gli interni, caratterizzati da ampi saloni e terrazze che sembrano sospese tra cielo e acqua, affacciano su un approdo privato con spiaggia esclusiva, permettendo spostamenti via mare lontani da occhi indiscreti. È un luogo dove il silenzio è interrotto solo dal vento, lo stesso silenzio che all'alba di ieri ha accompagnato il blitz degli inquirenti.
La villa era già nota alle cronache mondane per essere stata proposta in passato a star del calibro di Franck Ribéry. Con un costo che supera i mille euro a notte, la struttura opera regolarmente nel circuito dell'ospitalità extra-alberghiera per stranieri, offrendo un livello di riservatezza tale che nemmeno nel comune di Vietri nessuno si era accorto della presenza del boss. Mazzarella è passato così dal solarium di una terrazza mozzafiato alle mura di un carcere, lasciando dietro di sé il lusso sfrenato di un paradiso terrestre che per oltre un anno lo aveva protetto dalle ricerche dello Stato.

