Si complica il quadro giudiziario per Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina. Nel primo pomeriggio di oggi il giudice dell’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per il primo cittadino e per altri sei indagati coinvolti a vario titolo nell’inchiesta. La vicenda approda così alla fase dibattimentale, dove saranno accertate eventuali responsabilità penali.
L’accusa: presunta tangente da 100mila euro
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al centro dell’indagine vi sarebbe una presunta tangente di 100.000 euro che sarebbe stata corrisposta da due imprenditori per ottenere un titolo abilitativo a favore di una società.
Il provvedimento, rilasciato dall’Ufficio Tecnico comunale, sarebbe stato emesso – stando all’accusa – in assenza del piano di lottizzazione previsto dalla normativa urbanistica. Gli investigatori parlano di un presunto “sistema” strutturato, con il coinvolgimento di tecnici e professionisti legati all’amministrazione.
Intercettazioni e sequestri tra gli elementi dell’indagine
L’impianto accusatorio si fonda su una serie di elementi raccolti nel corso delle indagini. Determinanti sarebbero state le intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre al sequestro di somme di denaro contante ritenute riconducibili al presunto passaggio della tangente.
Le investigazioni avrebbero preso avvio dalle dichiarazioni rese da un imprenditore, poi riscontrate attraverso attività di monitoraggio e accertamenti patrimoniali.
Arresti domiciliari e sviluppi processuali
Per Giovanni Fortunato, attualmente sospeso dalla carica di sindaco, resta in vigore la misura degli arresti domiciliari, dopo il rigetto delle richieste di revoca.
Con il rinvio a giudizio per tutti e sette gli imputati, la vicenda entra ora nella fase processuale. Sarà il tribunale competente a stabilire, nel corso del dibattimento, la fondatezza delle accuse e le eventuali responsabilità individuali.

