Oggi, 2 febbraio, si celebra il
giorno della Candelora. La ricorrenza ricorda la presentazione di Gesù al Tempio e che, per i nostri nonni, era una tappa fondamentale per capire come
sarebbe andato il resto dell’inverno.
Il giorno della Candelora, le origini
Secondo la
legge di
Mosè, ogni primogenito maschio del popolo ebraico era considerato offerto al Signore, ed era necessario che dopo la sua nascita i
genitori lo riscattassero con l'offerta di un sacrificio. Inoltre, secondo la stessa legge di Mosè, una donna era considerata impura del sangue mestruale, indipendentemente dal fatto che il nuovo nato fosse il primogenito o no: l'impurità durava 40 giorni se il figlio era maschio e 66 giorni se era una femmina (Lv 12,1-8).
Per la combinazione dei due passi
scritturistici, ai tempi di
Gesù era previsto che 40 giorni dopo la nascita avvenissero simultaneamente l'offerta del primogenito e la purificazione della madre, come in effetti Maria e Giuseppe fecero, secondo quanto narra il vangelo secondo Luca (2,22-39). Da qui la festa del 2 febbraio, che cade 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno in cui si celebra la nascita di Gesù.
L'istituzione della festa
Anticamente questa festa veniva celebrata il 14
febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nella sua
Peregrinatio. La denominazione di "Candelora", data popolarmente alla festa,
deriva dalla somiglianza del rito del lucernario di cui parla Egeria, con le antiche fiaccolate rituali che già si facevano nei Lupercali, antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio.
Il 2 febbraio palindromo