Domani, 3 dicembre, ricorre la Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità. Ma qual è lo stato delle cose in Italia per le persone disabili ? Il quadro generale appare tutt’altro che roseo – afferma Ada Orsatti, Presidente AILA ETS , che si batte da un decennio per i diritti delle persone con disabilità.
Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità: il punto della situazione in Italia
Consultando le statistiche, si nota che, per esempio, l’incidenza della povertà in Italia colpisce particolarmente le persone con disabilità restano tra le più esposte. Secondo i dati Eurostat, nel nostro Paese il 30,2% delle persone con disabilità è a rischio di povertà o esclusione sociale, a fronte del 21,3% della popolazione generale. Sono circa 2,3 milioni le famiglie in cui vive almeno una persona con limitazioni gravi, e il 28,7% di queste nuclei familiari versa già in una condizione di deprivazione materiale, contro il 18% della media nazionale. Si tratta di numeri che non possono essere ignorati: raccontano vite quotidianamente segnate da difficoltà economiche, marginalità e ostacoli sistemici che impediscono una reale parità di opportunità - continua Ada Orsatti. Le difficoltà economiche sono strettamente legate alle condizioni occupazionali delle persone con disabilità e dei loro familiari. Da un lato, persistono gravi ostacoli al loro inserimento nel mondo del lavoro; dall’altro, le famiglie che includono persone con disabilità soffrono spesso di una bassa intensità lavorativa (38,4% contro il 9,1%), con un impatto diretto sul reddito e sulla qualità della vita. In particolare, la figura del caregiver familiare, nella maggior parte dei casi una donna, vive una condizione di forte svantaggio sociale ed economico. Dall’indagine BVA Doxa – Fondazione Paideia (2023) emerge che:- il 64% delle madri di bambini o ragazzi con disabilità ha dovuto ridurre il proprio orario di lavoro (contro il 42% delle altre madri);
- il 34% dei genitori di figli con disabilità ritiene che la genitorialità abbia ostacolato in modo significativo il percorso di carriera (rispetto al 17% delle altre famiglie).

