Sono 17 le persone indagate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Salerno su furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli. I fatti contestati risalgono al 2024 e riguardano diversi comuni della provincia, tra cui Salerno, Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni, Pagani e Sarno, oltre a Napoli. Lo riporta Il Mattino.
Furti e riciclaggio di auto in provincia di Salerno: 17 indagati
Di recente il Gip ha respinto la richiesta di misure cautelari avanzata nei confronti di tutti gli indagati. La Procura aveva chiesto 9 arresti in carcere e 8 ai domiciliari. Il giudice ha ritenuto insussistenti le esigenze cautelari e ha inoltre dichiarato la propria incompetenza territoriale, indicando come competente il Tribunale di Nocera Inferiore.
Nella decisione, il Gip avrebbe evidenziato anche la mancata individuazione del luogo in cui si sarebbe costituito il presunto gruppo criminale e del relativo centro decisionale. Il pubblico ministero aveva presentato appello, ma il Riesame lo ha dichiarato inammissibile. La vicenda potrebbe ora approdare in Cassazione, prima della chiusura dell’inchiesta.
Le indagini partite da Pontecagnano
Le prime attività investigative dei carabinieri della stazione di Pontecagnano risalgono al 14 luglio 2024. In quella data, all’interno del capannone di una ditta, i militari trovarono componenti di veicoli e sei auto assemblate, risultate rubate pochi giorni prima.
Nel corso di quell’intervento fu arrestata una donna ucraina di 33 anni. Dagli accertamenti successivi, attraverso l’incrocio di dati e testimonianze, gli investigatori arrivarono a identificare anche un uomo di Cava de’ Tirreni.
L’ipotesi dell’associazione a delinquere
Secondo l’impianto accusatorio, dalle intercettazioni sarebbe emersa l’esistenza di un’associazione a delinquere, contestata a 15 persone, finalizzata al furto di auto, alla ricettazione e al riciclaggio. Al vertice del presunto gruppo vengono collocati un 47enne di Cava de’ Tirreni e un 27enne di Pagani. Secondo l’accusa, i due avrebbero individuato i veicoli da rubare, scelto i depositi per lo smontaggio e reperito i meccanici incaricati di sezionare le auto. Dopo la dichiarazione di inammissibilità da parte del Riesame, non si esclude ora un ricorso in Cassazione per reiterare la richiesta di arresto prima della conclusione dell’indagine.

