Un’interrogazione consiliare per ottenere chiarimenti su una vicenda amministrativa che si trascina da anni. Il consigliere regionale campano Roberto Celano, esponente di Forza Italia, ha depositato una richiesta formale di spiegazioni rivolta al presidente della Giunta regionale della Campania riguardo alla mancata conclusione della procedura di liquidazione dell’ex ATO 3 Sarnese‑Vesuviano, organismo che in passato governava il servizio idrico nell’area vesuviana e dell’agro nocerino-sarnese.
Nonostante la nuova architettura istituzionale sia entrata in vigore ormai da diversi anni, l’ex ente d’ambito continua a risultare formalmente in fase di liquidazione. Una condizione amministrativa che, secondo quanto evidenziato dal consigliere regionale nella sua interrogazione, avrebbe conseguenze dirette anche sulla gestione delle risorse economiche residue.
Dai documenti contabili disponibili emergerebbe infatti un avanzo di amministrazione superiore ai 15 milioni di euro. Si tratta di fondi che, secondo il meccanismo previsto, dovrebbero essere redistribuiti tra i 76 Comuni che facevano parte del consorzio e la Città Metropolitana di Napoli. Tuttavia tali risorse resterebbero al momento congelate, proprio perché la procedura di liquidazione non risulta ancora conclusa.
Nell’atto ispettivo Celano solleva inoltre una questione relativa alla possibile sovrapposizione di incarichi istituzionali. Il Commissario unico liquidatore e il Sub-commissario dell’ex ATO 3, secondo quanto riportato nel testo dell’interrogazione, ricoprirebbero parallelamente ruoli negli organi dell’Ente Idrico Campano. Una circostanza che, secondo il consigliere, meriterebbe una verifica sotto il profilo delle incompatibilità e dei potenziali conflitti di interesse.
Il nodo assume un peso ulteriore considerando che l’ex ATO 3 Sarnese‑Vesuviano detiene la quota di maggioranza della GORI S.p.A., società incaricata della gestione del servizio idrico integrato nell’area compresa tra il Vesuvio e l’agro sarnese-nocerino. Il controllo societario dell’ente in liquidazione rappresenta quindi un elemento centrale nella governance del sistema idrico locale.
Attraverso l’interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di chiarire le motivazioni che hanno determinato il protrarsi della fase di liquidazione, oltre a verificare l’eventuale esistenza di responsabilità amministrative o di possibili ipotesi di danno erariale connesse al mantenimento della struttura commissariale.
Tra le richieste rivolte all’esecutivo regionale vi è infine l’indicazione di un cronoprogramma preciso per la conclusione della procedura e per la conseguente restituzione delle risorse economiche agli enti locali coinvolti. Una risposta della Giunta è attesa nelle prossime settimane attraverso i canali istituzionali del Consiglio regionale.
Celano porta in Consiglio il caso dell’ex ATO 3 Sarnese-Vesuviano
L’iniziativa parlamentare, presentata con interrogazione a risposta scritta, mira a fare luce su due aspetti principali: il ritardo nella chiusura definitiva dell’ente e i possibili problemi di compatibilità legati agli incarichi ricoperti dagli attuali vertici commissariali. La questione si inserisce nel quadro della riforma del sistema idrico regionale approvata nel 2015, che ha ridefinito la governance del settore con la nascita dell’Ente Idrico Campano, individuato come unico organismo di coordinamento e programmazione del servizio sull’intero territorio regionale.Nonostante la nuova architettura istituzionale sia entrata in vigore ormai da diversi anni, l’ex ente d’ambito continua a risultare formalmente in fase di liquidazione. Una condizione amministrativa che, secondo quanto evidenziato dal consigliere regionale nella sua interrogazione, avrebbe conseguenze dirette anche sulla gestione delle risorse economiche residue.
Dai documenti contabili disponibili emergerebbe infatti un avanzo di amministrazione superiore ai 15 milioni di euro. Si tratta di fondi che, secondo il meccanismo previsto, dovrebbero essere redistribuiti tra i 76 Comuni che facevano parte del consorzio e la Città Metropolitana di Napoli. Tuttavia tali risorse resterebbero al momento congelate, proprio perché la procedura di liquidazione non risulta ancora conclusa.
Nell’atto ispettivo Celano solleva inoltre una questione relativa alla possibile sovrapposizione di incarichi istituzionali. Il Commissario unico liquidatore e il Sub-commissario dell’ex ATO 3, secondo quanto riportato nel testo dell’interrogazione, ricoprirebbero parallelamente ruoli negli organi dell’Ente Idrico Campano. Una circostanza che, secondo il consigliere, meriterebbe una verifica sotto il profilo delle incompatibilità e dei potenziali conflitti di interesse.
Il nodo assume un peso ulteriore considerando che l’ex ATO 3 Sarnese‑Vesuviano detiene la quota di maggioranza della GORI S.p.A., società incaricata della gestione del servizio idrico integrato nell’area compresa tra il Vesuvio e l’agro sarnese-nocerino. Il controllo societario dell’ente in liquidazione rappresenta quindi un elemento centrale nella governance del sistema idrico locale.
Attraverso l’interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di chiarire le motivazioni che hanno determinato il protrarsi della fase di liquidazione, oltre a verificare l’eventuale esistenza di responsabilità amministrative o di possibili ipotesi di danno erariale connesse al mantenimento della struttura commissariale.
Tra le richieste rivolte all’esecutivo regionale vi è infine l’indicazione di un cronoprogramma preciso per la conclusione della procedura e per la conseguente restituzione delle risorse economiche agli enti locali coinvolti. Una risposta della Giunta è attesa nelle prossime settimane attraverso i canali istituzionali del Consiglio regionale.

