Prosegue il confronto tra le rappresentanze sindacali unitarie delle Fonderie Pisano e i livelli istituzionali locali e nazionali, nel tentativo di evitare la chiusura dello stabilimento di Fratte e individuare una soluzione che garantisca continuità produttiva e tutela occupazionale come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Al centro della vertenza resta la sorte dell’impianto di via dei Greci e la richiesta di supporto per individuare un’area alternativa nell’ambito industriale consortile in cui trasferire l’attività. La procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rappresenta il nodo più delicato. La conferenza dei servizi si è conclusa con un preavviso di diniego da parte della Regione, atto che prelude al possibile rigetto dell’istanza.
Secondo quanto riferito dalle rsu, tra i consulenti dell’azienda figurerebbe anche un tecnico che ha contribuito alla definizione delle Bat, le migliori tecnologie disponibili la cui applicazione è richiesta per l’adeguamento ambientale del sito. Un elemento che i rappresentanti dei lavoratori ritengono rilevante nell’ottica della corretta implementazione delle prescrizioni.
Nel corso dell’ultimo incontro, Visconti avrebbe manifestato disponibilità a verificare la presenza di lotti idonei in area Asi per un eventuale reinsediamento produttivo, posizione che segna un’evoluzione rispetto alle precedenti dichiarazioni sulla carenza di terreni compatibili. Tuttavia, per le maestranze la sola individuazione di un sito non è sufficiente: viene ritenuta imprescindibile una soluzione che consenta la prosecuzione dell’attività fino alla realizzazione del nuovo impianto, così da evitare interruzioni con impatto diretto sui livelli occupazionali.
In una nota congiunta, Visconti e De Luca hanno evidenziato la necessità di contemperare il diritto alla salute e alla sicurezza con la salvaguardia del lavoro, sottolineando il rischio di ricadute economiche e sociali in caso di stop produttivo. L’obiettivo dichiarato è individuare un percorso istituzionale condiviso che assicuri il rispetto degli standard ambientali e, contestualmente, garantisca prospettive certe ai dipendenti coinvolti nella vertenza.
Fonderie Pisano, vertenza aperta: istituzioni al tavolo con le rsu
Dopo gli incontri con l’ex sindaco di Salerno Enzo Napoli, con il prefetto Francesco Esposito e con il commissario prefettizio Vincenzo Panico, le rsu sono state ricevute dal presidente del Consorzio Asi Salerno, Antonio Visconti, e dal deputato del Partito Democratico Piero De Luca. Un nuovo appuntamento è già fissato per il 3 marzo a Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, dove i lavoratori incontreranno l’assessora al Lavoro Angelica Saggese e l’assessore alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola.Al centro della vertenza resta la sorte dell’impianto di via dei Greci e la richiesta di supporto per individuare un’area alternativa nell’ambito industriale consortile in cui trasferire l’attività. La procedura per il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rappresenta il nodo più delicato. La conferenza dei servizi si è conclusa con un preavviso di diniego da parte della Regione, atto che prelude al possibile rigetto dell’istanza.
Secondo quanto riferito dalle rsu, tra i consulenti dell’azienda figurerebbe anche un tecnico che ha contribuito alla definizione delle Bat, le migliori tecnologie disponibili la cui applicazione è richiesta per l’adeguamento ambientale del sito. Un elemento che i rappresentanti dei lavoratori ritengono rilevante nell’ottica della corretta implementazione delle prescrizioni.
Nel corso dell’ultimo incontro, Visconti avrebbe manifestato disponibilità a verificare la presenza di lotti idonei in area Asi per un eventuale reinsediamento produttivo, posizione che segna un’evoluzione rispetto alle precedenti dichiarazioni sulla carenza di terreni compatibili. Tuttavia, per le maestranze la sola individuazione di un sito non è sufficiente: viene ritenuta imprescindibile una soluzione che consenta la prosecuzione dell’attività fino alla realizzazione del nuovo impianto, così da evitare interruzioni con impatto diretto sui livelli occupazionali.
In una nota congiunta, Visconti e De Luca hanno evidenziato la necessità di contemperare il diritto alla salute e alla sicurezza con la salvaguardia del lavoro, sottolineando il rischio di ricadute economiche e sociali in caso di stop produttivo. L’obiettivo dichiarato è individuare un percorso istituzionale condiviso che assicuri il rispetto degli standard ambientali e, contestualmente, garantisca prospettive certe ai dipendenti coinvolti nella vertenza.

