Nelle scorse ore si è svolto un breve confronto tra una delegazione di lavoratori delle Fonderie Pisano e l’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, avvenuto all’esterno della Camera di Commercio, dove l’ex governatore era atteso per un convegno. L’incontro si colloca a due giorni dalla conferenza dei servizi che ha comunicato il preavviso di diniego dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), atto che potrebbe incidere in modo determinante sul futuro produttivo dello stabilimento come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
A margine dell’iniziativa alla Camera di Commercio sono intervenuti anche il presidente di Confindustria Salerno, Antonio Sada, e il segretario regionale del Partito Democratico in Campania, il deputato Piero De Luca. Il rappresentante degli industriali ha definito la vicenda «una sconfitta per tutti», sottolineando il valore economico e occupazionale dell’azienda, che impiega circa cento addetti e opera sui mercati esteri. Sada ha evidenziato l’impegno dichiarato dall’impresa verso un percorso di sostenibilità, richiamando il progetto di introduzione di nuovi forni elettrici come elemento di innovazione tecnologica e riduzione dell’impatto ambientale.
Dal fronte politico, Piero De Luca ha ribadito la linea sostenuta negli ultimi anni dal Partito Democratico, indicando nella delocalizzazione del sito produttivo la soluzione in grado di conciliare tutela occupazionale e salvaguardia ambientale. Il parlamentare ha richiamato le difficoltà incontrate finora nell’attuazione di un progetto di trasferimento dell’impianto, facendo riferimento a condizioni di contesto che ne hanno rallentato la realizzazione.
Secondo l’impostazione illustrata, l’eventuale percorso di delocalizzazione dovrebbe prevedere una fase transitoria, utile a garantire la continuità lavorativa e a evitare ricadute immediate sui dipendenti, mantenendo al contempo alta l’attenzione sulla salute pubblica e sulla compatibilità ambientale dell’attività produttiva.
La questione resta ora legata agli sviluppi della procedura amministrativa sull’Aia e alle eventuali controdeduzioni dell’azienda. Sullo sfondo, il nodo centrale rimane l’equilibrio tra diritto al lavoro, esigenze produttive e tutela dell’ambiente, in un contesto che coinvolge istituzioni, parti sociali e rappresentanze economiche del territorio.
Fonderie Pisano, operai incontrano De Luca
I dipendenti hanno atteso l’arrivo di De Luca per rappresentare le proprie preoccupazioni in merito alla prospettiva occupazionale, in un passaggio ritenuto cruciale per l’azienda. Il confronto, seppur rapido, si inserisce in un clima di crescente attenzione istituzionale e sindacale, mentre la procedura amministrativa avviata rischia di determinare una battuta d’arresto per il sito industriale.A margine dell’iniziativa alla Camera di Commercio sono intervenuti anche il presidente di Confindustria Salerno, Antonio Sada, e il segretario regionale del Partito Democratico in Campania, il deputato Piero De Luca. Il rappresentante degli industriali ha definito la vicenda «una sconfitta per tutti», sottolineando il valore economico e occupazionale dell’azienda, che impiega circa cento addetti e opera sui mercati esteri. Sada ha evidenziato l’impegno dichiarato dall’impresa verso un percorso di sostenibilità, richiamando il progetto di introduzione di nuovi forni elettrici come elemento di innovazione tecnologica e riduzione dell’impatto ambientale.
Dal fronte politico, Piero De Luca ha ribadito la linea sostenuta negli ultimi anni dal Partito Democratico, indicando nella delocalizzazione del sito produttivo la soluzione in grado di conciliare tutela occupazionale e salvaguardia ambientale. Il parlamentare ha richiamato le difficoltà incontrate finora nell’attuazione di un progetto di trasferimento dell’impianto, facendo riferimento a condizioni di contesto che ne hanno rallentato la realizzazione.
Secondo l’impostazione illustrata, l’eventuale percorso di delocalizzazione dovrebbe prevedere una fase transitoria, utile a garantire la continuità lavorativa e a evitare ricadute immediate sui dipendenti, mantenendo al contempo alta l’attenzione sulla salute pubblica e sulla compatibilità ambientale dell’attività produttiva.
La questione resta ora legata agli sviluppi della procedura amministrativa sull’Aia e alle eventuali controdeduzioni dell’azienda. Sullo sfondo, il nodo centrale rimane l’equilibrio tra diritto al lavoro, esigenze produttive e tutela dell’ambiente, in un contesto che coinvolge istituzioni, parti sociali e rappresentanze economiche del territorio.

