La durissima disputa sullo stabilimento di via dei Greci si sposta ufficialmente nelle aule del tribunale amministrativo. A soli sei giorni dal decreto regionale che ha imposto lo spegnimento dei forni, la società Fonderie Pisano ha rotto gli indugi depositando un'istanza di sospensiva al Tar di Salerno. La mossa, affidata al legale Lorenzo Lentini, punta a congelare immediatamente l'efficacia del provvedimento della Regione Campania, nella speranza di riportare la fabbrica in piena attività già nelle prossime ore com riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Di segno opposto la visione della Regione, che ha motivato il diniego dell'Autorizzazione Integrata Ambientale citando carenze ritenute strutturali e insuperabili per il sito di Fratte. Sotto la lente degli ispettori sono finiti i sistemi di filtraggio per polveri e residui metallici, oltre al mancato rispetto delle soglie di sicurezza per sostanze pericolose come diossine e furani. Mentre i magistrati del Tar valutano se concedere o meno la ripartenza lampo della produzione, la tensione si è spostata davanti ai cancelli dello stabilimento. Proprio stamattina alle ore 10, gli operai si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime tappe della mobilitazione, in un clima di profonda incertezza sul proprio futuro professionale.
Fonderie Pisano, scatta il ricorso al Tar
Dietro questa offensiva legale c'è il timore che un fermo prolungato possa infliggere danni economici irreparabili all'azienda, mettendo a rischio non solo gli attuali livelli occupazionali ma anche il complesso piano di delocalizzazione dell'impianto. L'amministratore delegato Ciro Pisano ha espresso parole di fuoco contro Palazzo Santa Lucia, parlando apertamente di una decisione di natura politica piuttosto che tecnica. La tesi della proprietà è chiara: il piano di adeguamento bocciato dagli uffici regionali sarebbe stato redatto seguendo i più rigorosi standard europei del 2024 sulle migliori tecnologie disponibili per l'abbattimento delle emissioni, arrivando a definire il progetto come "perfetto" sotto il profilo ambientale.Di segno opposto la visione della Regione, che ha motivato il diniego dell'Autorizzazione Integrata Ambientale citando carenze ritenute strutturali e insuperabili per il sito di Fratte. Sotto la lente degli ispettori sono finiti i sistemi di filtraggio per polveri e residui metallici, oltre al mancato rispetto delle soglie di sicurezza per sostanze pericolose come diossine e furani. Mentre i magistrati del Tar valutano se concedere o meno la ripartenza lampo della produzione, la tensione si è spostata davanti ai cancelli dello stabilimento. Proprio stamattina alle ore 10, gli operai si sono riuniti in assemblea per decidere le prossime tappe della mobilitazione, in un clima di profonda incertezza sul proprio futuro professionale.

