Cronaca

La Regione sospende il riesame dell’Aia, le Fonderie Pisano restano ancora ferme: "A rischio l’azienda e 100 posti di lavoro"

Martina Francione
La Regione sospende il riesame dell’Aia, le Fonderie Pisano restano ancora ferme: "A rischio l’azienda e 100 posti di lavoro"

Il futuro delle Fonderie Pisano torna a essere legato ai tempi delle procedure ambientali. La Regione Campania ha sospeso il riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale in attesa che il progetto di riconversione dello stabilimento di Fratte venga sottoposto a Via (Valutazione d’impatto ambientale) e Vinca (Valutazione d'incidenza ambientale), una decisione che preoccupa l’azienda soprattutto per le ricadute occupazionali. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.

Fonderie Pisano, la Regione sospende il riesame dell’Aia: Via e Vinca allungano i tempi

Per la proprietà il nodo non riguarda soltanto il percorso di delocalizzazione, ma anche la tenuta stessa dell’attività produttiva. Le procedure di Valutazione d’impatto ambientale e Valutazione d’incidenza ambientale dovranno essere attivate entro 30 giorni, ma la decisione degli uffici potrebbe richiedere dai sei ai nove mesi.

Un’attesa che, secondo l’amministratore delegato Ciro Pisano, rischia di diventare insostenibile. Con lo stabilimento ancora fermo, infatti, a fine ottobre i circa 100 dipendenti potrebbero essere messi in mobilità.

«Prolungare ulteriormente l'incertezza significa condannare a morte la fonderia. Se non ci permettono di riprendere al più presto l'attività con il forno elettrico che è già pronto e autorizzato - dice - non avremo più futuro e non avremo la possibilità di delocalizzare l'impianto perché un'azienda ferma perde commesse e mercato. Inoltre i nostri 100 dipendenti, a fine ottobre, non avendo più alcun sussidio aziendale dovranno essere messi in mobilità con conseguenze nefaste per i lavoratori stessi e le loro famiglie».

Per la Regione il nuovo progetto va valutato nel suo insieme

La richiesta di Via e Vinca nasce dalle modifiche previste per lo stabilimento di Fratte. Il nuovo assetto prevede la dismissione dei due forni a cubilotto alimentati a coke, l’installazione di due forni elettrici e la realizzazione delle opere civili necessarie.

Secondo gli uffici regionali, si tratta di un cambiamento rilevante rispetto all’impianto precedentemente autorizzato e non di semplici adeguamenti tecnici. Anche l’eventuale riduzione complessiva dell’impatto ambientale non sarebbe sufficiente, da sola, a escludere la necessità delle verifiche preventive.

La questione era emersa già alla vigilia della conferenza di servizi dello scorso agosto, sulla base di una risposta dell’Ufficio speciale Valutazioni ambientali a un quesito dell’Unità Autorizzazioni ambientali e rifiuti Avellino/Salerno. Il tema era poi tornato al centro dell’iter prima della presentazione, il 16 settembre, delle integrazioni richieste alla proprietà.

Il confronto sul forno elettrico già esistente

Le Fonderie Pisano avevano contestato la necessità di sottoporre subito l’intero progetto alle procedure di Via e Vinca, proponendo invece un percorso differente. La proprietà aveva manifestato la disponibilità ad attivare quelle valutazioni in un secondo momento, limitatamente alle successive fasi 2 e 3 del cronoprogramma, chiedendo intanto alla Regione di pronunciarsi sulla cosiddetta Fase 1.

L’obiettivo era ottenere l’Aia per riprendere l’attività utilizzando il forno elettrico già presente nello stabilimento e già autorizzato, con una capacità produttiva pari a un decimo rispetto a quella prevista dalla precedente autorizzazione. La Regione, però, ha ritenuto che il progetto debba essere valutato unitariamente e nella sua interezza.

Da qui nasce lo «stupore e preoccupazione» espresso dalla proprietà, che considera la nuova richiesta uno «strumento dilatatorio» capace di rinviare ulteriormente ogni decisione sulla ripartenza dello stabilimento.

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