Cento residenti della Valle dell'Irno hanno scritto una lettera per testimoniare la rinascita del territorio dopo la chiusura delle Fonderie Pisano: "Finalmente respiriamo". Lo riporta SalernoToday.
Nel documento i residenti ripercorrono la situazione con cui hanno dovuto combattere quotidianamente per anni. Il vento infatti spingeva le polveri dei forni a carbon coke fino alle abitazioni. Una condizione che oggi sembra superata: la comunità ringrazia le istituzioni che sono intervenute per prevenire la salute pubblica sottolineando come la rifioritura della natura rappresenti una condizione nuova che non dovrà essere messa in discussione. In conclusione, i cittadini lanciano un appello ai giudici che dovranno pronunciarsi sul futuro delle Fonderie: “Insieme, ora, ci appelliamo alle coscienze dei giudici, che dovranno stabilire se conta di più l’utile sporco di un imprenditore che vorrebbe continuare ad avvelenare l’aria, l’acqua, il cibo e la politica, come se fosse tutto di sua proprietà, che mette al repentaglio la salute dei suoi stessi operai oltre dei cittadini di questa valle, oppure il diritto alla salute e vita e a respirare aria pulita”.
Fonderie Pisano, la lettera di 100 residenti della Valle dell'Irno
"Finalmente respiriamo la primavera e non sentiamo puzza di ferro e plastica ogni giorno": è la premessa della lettera aperta a firma di 100 residenti della Valle dell'Irno per testimoniare la rinascita del territorio dopo la chiusura delle Fonderie Pisano.Nel documento i residenti ripercorrono la situazione con cui hanno dovuto combattere quotidianamente per anni. Il vento infatti spingeva le polveri dei forni a carbon coke fino alle abitazioni. Una condizione che oggi sembra superata: la comunità ringrazia le istituzioni che sono intervenute per prevenire la salute pubblica sottolineando come la rifioritura della natura rappresenti una condizione nuova che non dovrà essere messa in discussione. In conclusione, i cittadini lanciano un appello ai giudici che dovranno pronunciarsi sul futuro delle Fonderie: “Insieme, ora, ci appelliamo alle coscienze dei giudici, che dovranno stabilire se conta di più l’utile sporco di un imprenditore che vorrebbe continuare ad avvelenare l’aria, l’acqua, il cibo e la politica, come se fosse tutto di sua proprietà, che mette al repentaglio la salute dei suoi stessi operai oltre dei cittadini di questa valle, oppure il diritto alla salute e vita e a respirare aria pulita”.

