Fiume Sarno e PNRR senza una gestione unitaria del bacino, il rischio è sprecare risorse e restare nell’emergenza: l'appello di Feneal Uil Salerno a scelte politiche immediate.
Fiume Sarno, il PNRR a rischio senza una regia unica di bacino
Da troppo tempo il Fiume Sarno rappresenta l’emblema di un’area sospesa tra criticità ricorrenti e risposte mai risolutive. Allagamenti, esondazioni e carenze nella manutenzione non possono più essere liquidati come eventi imprevedibili: sono l’esito diretto di una gestione spezzettata che continua a riproporre gli stessi problemi. Il confronto riemerso in questi giorni sull’esigenza di una regia unica di bacino centra il nodo della questione. In assenza di un governo unitario, il Sarno resterà un’emergenza permanente, indipendentemente dall’entità dei finanziamenti messi a disposizione.
Il pericolo concreto è quello di disperdere le risorse del PNRR. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza offre un’opportunità irripetibile per la messa in sicurezza del territorio, ma senza una visione complessiva gli interventi rischiano di tradursi in ritardi, aumento dei costi e ritorno ciclico alle situazioni di crisi. Opere isolate, cantieri frammentati e sovrapposizione di competenze non generano né sicurezza né sviluppo. Il bacino del Sarno necessita di una strategia unitaria, non di un’ulteriore lista di lavori. Serve una pianificazione capace di stabilire priorità, modalità e tempi certi di intervento.
Dal punto di vista sindacale, la questione non riguarda solo l’ambiente. Un territorio fragile produce lavoro fragile: interventi emergenziali, livelli di sicurezza ridotti, occupazione discontinua e compressione dei diritti. Una programmazione strutturale, invece, significa cantieri pianificati, maggiore tutela per i lavoratori, qualità delle opere e occupazione più stabile.
La gestione “a compartimenti” adottata finora – un argine in un punto, una pulizia in un altro, sempre dopo l’emergenza – ha dimostrato tutti i suoi limiti. I risultati parlano chiaro. Oggi si impone una scelta netta: governare il bacino come un sistema unico oppure continuare a rincorrere l’emergenza, con costi crescenti per la collettività. Il PNRR non ammette scorciatoie: impone tempi definiti, responsabilità precise e risultati verificabili.
La responsabilità ora è politica e istituzionale. Regione Campania, Comuni dell’area del Sarno, Consorzi di bonifica e soggetti attuatori sono chiamati a una decisione immediata: istituire una cabina di regia pubblica di bacino, fissare un cronoprogramma certo degli interventi e avviare un confronto stabile con le parti sociali. Il PNRR non consente rinvii. Ogni risorsa spesa senza una visione condivisa è un’occasione persa, ogni ritardo aumenta i rischi per cittadini e lavoratori. La fase delle analisi è conclusa. È il momento delle scelte.

