Finagricola e l’Università di Salerno uniscono le forze per promuovere innovazioni sostenibili: prende il via il progetto dedicato agli stress biotici in orticoltura.
Con un finanziamento di 30 mila euro, il progetto mira allo sviluppo di soluzioni avanzate per contrastare i fitofagi dannosi che ogni anno causano ingenti perdite alle colture orticole. L’obiettivo principale è fornire strategie efficaci, ecologiche e facilmente applicabili da molteplici aziende agricole, contribuendo così alla graduale riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari di sintesi.
A dirigere scientificamente l’iniziativa è la professoressa Giulia Giunti, specialista nell’ambito dei corsi di Scienze e Tecnologie Agrarie dell'Università di Salerno. Questo progetto evidenzia una crescente sinergia tra ricerca accademica e applicazioni pratiche nel comparto agricolo.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello nella traiettoria di innovazione intrapresa da Finagricola, un'azienda iconica della Piana del Sele. Da oltre quattro decenni si distingue come eccellenza nazionale nel settore orticolo, grazie alla visione strategica del presidente Gerardo Palo. L’azienda deve il proprio successo a un modello basato su qualità, investimenti in coltivazioni protette e una stretta collaborazione con i produttori, rendendo il territorio uno dei cuori pulsanti dell’orticoltura italiana.
Un emblema dell’attività di Finagricola è il pomodoro, in particolare il datterino, prodotto di punta sia per il mercato del fresco che per la trasformazione alimentare. La sua offerta si sviluppa attraverso due marchi principali: Grangusto, destinato al settore Horeca e ai professionisti della ristorazione, e Così Com’è, orientato alla grande distribuzione e al consumatore finale. Questa fusione tra tradizione agricola e costante innovazione ha portato risultati tangibili, come dimostrano gli ultimi progressi nella qualità del prodotto e nella sostenibilità delle tecniche produttive.
Il recente accordo con l’Università di Salerno segna una nuova tappa nel percorso strategico dell’azienda, puntando a sviluppare un modello agricolo più moderno, efficiente e responsabile. L’ambizione è combinare produttività e tutela ambientale, continuando a valorizzare al contempo le specificità del territorio nell’ottica di un futuro sempre più sostenibile ed equilibrato.
Finagricola e Università di Salerno insieme: al via il progetto per la gestione degli stress biotici in orticoltura
Si registra un nuovo passo avanti nel campo dell’agricoltura sostenibile. È ufficialmente partito il progetto "Strategie innovative per la gestione degli stress biotici in orticoltura", un'iniziativa avviata grazie alla collaborazione tra Finagricola e il Dipartimento di Farmacia dell’Università di Salerno, all’interno del Programma Operativo 2026.Con un finanziamento di 30 mila euro, il progetto mira allo sviluppo di soluzioni avanzate per contrastare i fitofagi dannosi che ogni anno causano ingenti perdite alle colture orticole. L’obiettivo principale è fornire strategie efficaci, ecologiche e facilmente applicabili da molteplici aziende agricole, contribuendo così alla graduale riduzione dell’impiego di prodotti fitosanitari di sintesi.
A dirigere scientificamente l’iniziativa è la professoressa Giulia Giunti, specialista nell’ambito dei corsi di Scienze e Tecnologie Agrarie dell'Università di Salerno. Questo progetto evidenzia una crescente sinergia tra ricerca accademica e applicazioni pratiche nel comparto agricolo.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello nella traiettoria di innovazione intrapresa da Finagricola, un'azienda iconica della Piana del Sele. Da oltre quattro decenni si distingue come eccellenza nazionale nel settore orticolo, grazie alla visione strategica del presidente Gerardo Palo. L’azienda deve il proprio successo a un modello basato su qualità, investimenti in coltivazioni protette e una stretta collaborazione con i produttori, rendendo il territorio uno dei cuori pulsanti dell’orticoltura italiana.
Un emblema dell’attività di Finagricola è il pomodoro, in particolare il datterino, prodotto di punta sia per il mercato del fresco che per la trasformazione alimentare. La sua offerta si sviluppa attraverso due marchi principali: Grangusto, destinato al settore Horeca e ai professionisti della ristorazione, e Così Com’è, orientato alla grande distribuzione e al consumatore finale. Questa fusione tra tradizione agricola e costante innovazione ha portato risultati tangibili, come dimostrano gli ultimi progressi nella qualità del prodotto e nella sostenibilità delle tecniche produttive.
Il recente accordo con l’Università di Salerno segna una nuova tappa nel percorso strategico dell’azienda, puntando a sviluppare un modello agricolo più moderno, efficiente e responsabile. L’ambizione è combinare produttività e tutela ambientale, continuando a valorizzare al contempo le specificità del territorio nell’ottica di un futuro sempre più sostenibile ed equilibrato.

