La comunità di Salerno ha rinnovato il profondo legame con la sua storia devozionale attraverso la suggestiva celebrazione dedicata alla Madonna di Costantinopoli.
L'imbarcazione da pesca "Sacra Famiglia" è salpata alle 17 dal Saint Joseph Hotel trasportando la storica immagine sacra. Il dipinto bizantino, che secondo i racconti storici giunse nel golfo salernitano nel 1453 a seguito dell'affondamento di una nave in fuga dalla caduta di Costantinopoli sotto Mehmet II, ha solcato acque scortato da un'imponente flotta di natanti come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Dopo il percorso sui flutti, il peschereccio ha terminato la sua rotta all'altezza di piazza Cavour, luogo simbolo dove la tradizione narra il ritrovamento dell'icona tra la sabbia da parte di un operaio edile. Da lì, a spalla e a piedi nudi, i portatori hanno scortato la figura sacra ricoperta di composizioni floreali lungo lungomare Trieste, raggiungendo infine piazza Sant'Agostino.
A coronamento della giornata, il vescovo ausiliare monsignor Alfonso Raimo ha presieduto il rito liturgico, proponendo un'omelia incentrata sulle metafore del mare. Il presule ha richiamato l'attenzione non solo sulle oscillazioni dell'esistenza umana tra periodi di quiete e momenti di difficoltà, ma ha rivolto un pensiero accorato anche ai drammi contemporanei dei migranti che affrontano le rotte marine in fuga da conflitti e miseria, invitando tutti a non ridurre le tragedie umane a semplici cifre.
L'imbarcazione da pesca "Sacra Famiglia" è salpata alle 17 dal Saint Joseph Hotel trasportando la storica immagine sacra. Il dipinto bizantino, che secondo i racconti storici giunse nel golfo salernitano nel 1453 a seguito dell'affondamento di una nave in fuga dalla caduta di Costantinopoli sotto Mehmet II, ha solcato acque scortato da un'imponente flotta di natanti come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Fede e tradizione a Salerno per la Madonna di Costantinopoli
L'avvenimento ha richiamato una marea di persone lungo l'intero litorale di Salerno. Dalle spiagge e dai lidi, residenti, visitatori e semplici curiosi hanno intonato canti e preghiere al passaggio della pittura in stile odigitria, che ritrae la Vergine nell'atto di indicare il Bambino Gesù. Come sottolineato dal parroco don Felice Moliterno, l'appuntamento ha rappresentato un'occasione concreta per riscoprire il valore della collettività e della testimonianza spirituale.Dopo il percorso sui flutti, il peschereccio ha terminato la sua rotta all'altezza di piazza Cavour, luogo simbolo dove la tradizione narra il ritrovamento dell'icona tra la sabbia da parte di un operaio edile. Da lì, a spalla e a piedi nudi, i portatori hanno scortato la figura sacra ricoperta di composizioni floreali lungo lungomare Trieste, raggiungendo infine piazza Sant'Agostino.
A coronamento della giornata, il vescovo ausiliare monsignor Alfonso Raimo ha presieduto il rito liturgico, proponendo un'omelia incentrata sulle metafore del mare. Il presule ha richiamato l'attenzione non solo sulle oscillazioni dell'esistenza umana tra periodi di quiete e momenti di difficoltà, ma ha rivolto un pensiero accorato anche ai drammi contemporanei dei migranti che affrontano le rotte marine in fuga da conflitti e miseria, invitando tutti a non ridurre le tragedie umane a semplici cifre.

