È stato
condannato a 17 anni di carcere Claudio Auricchio,
ex finanziere di Nocera, accusato da pentiti di camorra di essere
affiliato al clan Di Lauro prima e della Vanella Grassi poi e di aver con loro gestito gli affari criminali.
In affari con il clan Di Lauro, ex finanziere di Nocera condannato a 17 anni
I
collaboratori di giustizia, in particolare Rosario Guarino, avevano riferito che Auricchio aveva un
ruolo centrale nella
criminalità organizzata. Il
pm aveva chiesto per lui la pena a
venti anni di carcere. Le
accuse contestate sono di
associazione camorristica,
armi, traffico di droga.
Auricchio, secondo le accuse era
alla testa di un commando di morte, indossava la
divisa, quella di ordinanza, aveva la
pistola alla fondina. Solo che in tasca aveva un documento falso, un verbale posticcio e guidava una macchina della finanza fabbricata dalla peggiore camorra metropolitana.
Era arrivato a tanto, l'ex finanziere, classe 1977 di
Nocera Inferiore, membro di un gruppo di fuoco del
clan dei girati, quello della
Secondigliano vecchia della
Vannella Grassi, uomo di fiducia di
Antonio Mennetta (che in una intercettazione sognava di diventare imperatore di Scampbia).
Era arrivato a capitanare una
missione di morte - siamo all'inizio del 2012 - nella roccaforte degli
Abbinante, per uccidere una sorta di «dead man walking», quel Giovanni Esposito non a caso conosciuto come ‘o muorto (anche se poi sfuggirà ad almeno tre agguati), nel pieno della cosiddetta
terza faida di Scampia.
Lui, Claudio Auricchio, fece il suo «dovere», come hanno spiegato una dozzina di pentiti, tutti ex esponenti del clan dei girati: si mise
alla guida di una Fiat Bravo di colore grigio con la scritta Guardia di Finanza, fatta allestire da Antonio Mennetta e Ciro Cortese, puntò a casa di Giovanni Esposito (reduce da un precedente agguato nel quale era riuscito a schivare le pallottole trovando riparo in un negozio di abbigliamento, mentre i killer ingaggiavano un conflitto a fuoco con la polizia).
Cosa accadde in quella
palazzina popolare? Giovanni Esposito stava seguendo il finanziere, spalleggiato da
finti colleghi, tra cui Ciro Cortese, ex guardia forestale asservita alla camorra, ma ebbe un momento di
lucidità. È così che
due donne di casa sua
iniziarono a urlare, temendo una trappola, Esposito prese il telefono per chiamare
polizia o
carabinieri e
il piano saltò.
Assieme al finanziere Auricchio - oltre a Ciro Cortese (fratello di Giovanni, il «cavallaro») - c’erano anche Eduardo Zaino e altri
presunti affiliati. È stato invece assolto con il suo accusatore Guarino e con il boss Antonio Mennetta da un
tentato omicidio.
A decidere è stato il
giudice per le udienze preliminari di Napoli, Marcello De Chiara. Con l’ex finanziere sono stati condannati altri esponenti del clan Di Lauro come Tullio Emmausso, storico affiliato alla "famiglia" che ha sede al rione dei Fiori nel quartiere di Secondigliano, con una pena di tre anni.
fonte: Le Cronache