Sono 2.535 i casi di Covid direttamente riconducibili alla partecipazione alle partite degli Europei 2020. Questo è il dato del monitoraggio sul campionato europeo del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). "Oggi non sono stati segnalati nuovi casi", spiegano dall'Ecdc all'Ansa, ma "è ancora presto per fare una valutazione definitiva per via dei tempi, cioè delle due settimane che possono intercorrere tra l'esposizione al virus e l'insorgenza dei sintomi".
Covid e Euro2020: i dati del report dell'Ecdc
L'
Ecdc ha raccolto segnalazioni di 35 casi di cui 5 con
variante Delta in
Danimarca, 481 in
Finlandia, 3 in
Francia, 2 in
Svezia, 1.991 in
Scozia, 18 in
Germania, e meno di cinque casi ciascuno in
Francia,
Svezia,
Croazia e
Paesi Bassi. "
Vediamo anche segnalazioni che la variante Delta è stata rilevata in alcuni spettatori al ritorno", spiegano dall'agenzia Ue con sede a Stoccolma. "
Finora, i tassi di ospedalizzazione sono rimasti stabili durante questo periodo - aggiungono - a eccezione di un aumento registrato a San Pietroburgo".
Le raccomandazioni dell'Ecdc
Nella
valutazione rapida del rischio
Covid del
10 giugno, l'
Ecdc raccomandava di aumentare il monitoraggio e le misure di prevenzione per eventi "
con il potenziale di dar luogo a raduni di massa, come Uefa Euro 2020", che si è giocato in 11 diverse città europee. Dal giorno dopo, quello del calcio di inizio, il Centro ha dedicato al torneo un'attività di raccolta potenziata di informazioni.
In un aggiornamento sulla situazione delle varianti, il 23 giugno, l'
Ecdc ha stimato che, entro agosto, la
Delta rappresenterà il
90% di tutte le
varianti del coronavirus da Covid-19 circolanti in
Europa.