A Salerno e nel resto della provincia l’Epifania si conferma un appuntamento rilevante anche sul piano dei consumi. I dati diffusi da Confesercenti Salerno indicano una spesa media di 75 euro a persona per i saldi e gli acquisti legati alla festività, un valore superiore alla media nazionale, che si attesta a 64 euro. Un dato che assume particolare rilievo nel contesto di una stagione natalizia caratterizzata da comportamenti di acquisto improntati alla cautela, ma non privi di segnali di tenuta e di moderata fiducia.
Epifania, spesa sopra la media nazionale a Salerno e provincia
Secondo l’associazione di categoria,
il risultato registrato sul territorio salernitano rappresenta un elemento di interesse per il commercio locale, soprattutto alla luce delle difficoltà che il settore sta affrontando negli ultimi anni, tra aumento dei costi, contrazione del potere d’acquisto e mutamenti nelle abitudini dei consumatori. La spesa per l’Epifania si inserisce in un quadro più ampio che comprende l’intero periodo delle festività natalizie, durante il quale le famiglie hanno mantenuto un atteggiamento prudente, senza però rinunciare del tutto agli acquisti tradizionali.
A commentare i dati è Raffaele Esposito, presidente provinciale di Confesercenti, che sottolinea come nelle settimane precedenti e successive al Natale,
così come con l’avvio dei saldi e delle iniziative legate all’Epifania, sia emerso un clima di “cauto ottimismo”. Secondo Esposito, i budget di spesa delle famiglie si sono mantenuti sostanzialmente in linea con le proiezioni nazionali, pur in un contesto in cui l’attenzione alle uscite resta elevata e orientata a scelte ponderate.
Il
dato superiore alla media italiana viene interpretato come un segnale di fiducia nei confronti del commercio di prossimità, che in occasione dell’Epifania ha saputo intercettare la domanda dei consumatori, soprattutto attraverso offerte mirate e prodotti legati alla tradizione. Confesercenti evidenzia come questo risultato possa rappresentare una base su cui costruire strategie di rilancio più strutturate per il commercio tradizionale, che resta un presidio economico e sociale fondamentale per il territorio.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di
rafforzare le politiche di sostegno alle attività locali, con particolare riferimento ai centri storici, alle aree periferiche e ai borghi, che spesso risentono maggiormente della concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce. In questo senso, il dato positivo dell’Epifania viene letto come un indicatore di potenzialità ancora presenti, ma che richiedono interventi mirati per essere consolidate.
A livello nazionale, i risultati del sondaggio Ipsos confermano una tendenza ormai consolidata: la volontà di non rinunciare ai riti simbolici delle festività, come la calza della Befana, pur all’interno di una logica di spesa più selettiva. Confesercenti sottolinea come questo tipo di acquisto continui a funzionare proprio per la sua flessibilità, consentendo regali di piccolo importo, personalizzati e con una maggiore attenzione alla qualità.