Rimborsabile in Italia tenofovir alafenamide (Taf) 25 mg, terapia orale monogiornaliera per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite B (Hbv) nei pazienti indicati nel piano terapeutico. Lo comunica in una nota Gilead Sciences. Taf, profarmaco mirato del tenofovir, è il primo medicinale disponibile per il trattamento dell’infezione cronica da virus dell’epatite B dopo oltre un decennio dall’introduzione delle ultime novità terapeutiche per questa tipologia di infezione virale.
I risultati degli studi clinici hanno mostrato che Taf, grazie a una maggiore stabilità plasmatica e permettendo di rilasciare in modo più efficiente tenofovir negli epatociti (le cellule del fegato) rispetto a Tdf, può essere somministrato a una dose più bassa e con una minore concentrazione plasmatica di tenofovir. Grazie a una ridotta esposizione a tenofovir, Taf è stato associato ad un miglioramento dei parametri di sicurezza renale e ossea rispetto a Tdf. Trasmesso attraverso i fluidi biologici, oggi il virus dell’epatite B è presente soprattutto nella popolazione italiana con più di 38 anni. Grazie infatti all’introduzione nel 1991 del vaccino obbligatorio per tutti i nati a partire dal 1979, la popolazione al di sotto di questa soglia anagrafica è virtualmente immune dall’infezione.
Farmaci per l'epatite B rimborsabili
“La disponibilità di Taf dopo un così lungo periodo di ‘latenza terapeutica’ costituisce una svolta importante nella gestione della terapia dell’infezione da Hbv soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali a livello renale e osseo legati all’impiego di alcune delle attuali terapie antivirali”, afferma Pietro Lampertico, direttore di Unità Operativa Complessa di Epatologia, Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Università degli Studi di Milano. Il medicinale ha dimostrato un profilo di efficacia antivirale simile a quella di Tdf, ma a un decimo della dose.
I risultati degli studi clinici hanno mostrato che Taf, grazie a una maggiore stabilità plasmatica e permettendo di rilasciare in modo più efficiente tenofovir negli epatociti (le cellule del fegato) rispetto a Tdf, può essere somministrato a una dose più bassa e con una minore concentrazione plasmatica di tenofovir. Grazie a una ridotta esposizione a tenofovir, Taf è stato associato ad un miglioramento dei parametri di sicurezza renale e ossea rispetto a Tdf. Trasmesso attraverso i fluidi biologici, oggi il virus dell’epatite B è presente soprattutto nella popolazione italiana con più di 38 anni. Grazie infatti all’introduzione nel 1991 del vaccino obbligatorio per tutti i nati a partire dal 1979, la popolazione al di sotto di questa soglia anagrafica è virtualmente immune dall’infezione.

