Chi è Maria Cecilia Guerra: età, attività politica e quanto guadagna
Maria Cecilia Guerra (Nonantola, 6 dicembre 1957) è un'economista e politica italiana. È stata sottosegretaria del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nel governo Monti, e viceministro del medesimo dicastero, con delega per le Pari opportunità, nel governo Letta. Dal 16 settembre 2019 è sottosegretaria al Ministero dell'economia e delle finanze nei governi Conte II e Draghi.Biografia
Dopo la laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1981 presso l'Università degli Studi di Modena, ha conseguito nel 1983 il Master Phil. Degree in Economics all'Università di Cambridge con riconoscimento dell'ammissione al secondo anno del corso di Ph.D presso la stessa Università. Dal 1983 al 1987 ha svolto il dottorato di ricerca in Economia politica istituito dal consorzio delle Università di Bologna, Modena, Padova e Venezia.Carriera accademica
La sua esperienza professionale inizia nel 1986 in qualità di ricercatrice in Economia politica, sottosettore Scienza delle Finanze all'Università di Brescia. Dal 1990 al 1995 è stata professoressa a contratto all'Università commerciale Luigi Bocconi. Nel 1992 entrò alla facoltà di Economia dell'Università degli studi di Modena come professoressa associata di Scienza delle Finanze e dal 2000 divenne professoressa prima straordinaria e poi ordinaria della stessa materia.Impegno politico
Il 28 novembre 2011 è entrata a far parte del Governo Monti in qualità di sottosegretaria al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Ha giurato il giorno successivo. Alla data della nomina faceva parte del Comitato scientifico "Fabbisogni standard" presso la direzione scientifica dell'Ifel (Istituto per la Finanza e l'Economia Locale), e dell'Osservatorio regionale per l'attuazione del federalismo fiscale in Emilia-Romagna (ORAFF-ER). Alle elezioni politiche del 2013 viene eletta al Senato della Repubblica, nelle liste del Partito Democratico nella circoscrizione Emilia-Romagna. Il 2 maggio 2013 viene confermata nel suo ruolo di sottosegretaria nel nuovo Governo Letta, il 19 giugno 2013 il Consiglio dei ministri ha approvato la delega di funzioni proposta dal ministro Enrico Giovannini per l'attribuzione del titolo di Viceministra. Il 26 giugno 2013, in seguito alle dimissioni della ministra Josefa Idem, le viene assegnata la delega relativa alle Pari opportunità[7]. Dopo aver lasciato il PD diventa capogruppo di MDP dal 28 febbraio 2017. Alle politiche del 2018 è candidata alla Camera con Liberi e Uguali nel collegio uninominale di Modena senza risultare eletta. Dopo la mancata rielezione è tornata ad insegnare Scienze delle finanze alla facoltà di Economia dell’Università di Modena. Si candida alle Elezioni europee del 2019 nella lista PD-Siamo Europei-PSE, nella circoscrizione Nord-Est: è una delle due rappresentanti di Articolo Uno nelle liste. Con 28.753 preferenze arriva undicesima non risultando eletta. Il 13 settembre 2019 entra a far parte del secondo governo Conte in qualità di sottosegretaria al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Alle elezioni politiche anticipate del 25 settembre 2022 viene candidata per la Camera dei deputati nel collegio plurinominale Piemonte 1 - 01 in terza posizione nella lista Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista.Come si vota il Presidente della Camera e del Senato
Stando ai regolamenti, possono essere eletti solo senatori e deputati attualmente in carica, con l’elezione che si svolge attraverso la modalità dello scrutinio segreto e segue regole differenti tra Palazzo Madama (Senato) e Montecitorio (Camera).Considerando il Senato, nella prima e nella seconda votazione occorre la maggioranza assoluta dei voti dei componenti dell’assemblea. Nel caso specifico, si tratta di 104 voti, compresi quelli dei sei senatori a vita. Nella terza votazione, in programma eventualmente per il giorno successivo, occorre la maggioranza assoluta dei voti dei presenti.
Per quanto riguarda il Presidente della Camera, al primo scrutinio serve il voto di almeno due terzi dei voti dei componenti dell’assemblea (in questo caso 267). Il quorum scende a due terzi dei votanti nella seconda e nella terza votazione. Dall’eventuale quarto scrutinio in poi basta la maggioranza assoluta dei voti comprese le schede bianche e nulle: si va avanti ad oltranza fino al raggiungimento del quorum.

