È ancora scontro tra
Governo e
Regioni sull’
Election day. L’esecutivo vorrebbe fissare
una unica data sia per
comunali e
regionali e sia per il
referendum sul
taglio dei
parlamentari ma i
governatori delle
5 Regioni che andranno al voto premono per andare alle
urne già entro la
fine del
mese di
luglio.
Election Day: i presidenti di Liguria, Puglia, Veneto, Campania e Marche scrivono a Mattarella
I presidenti di
Liguria,
Puglia,
Veneto,
Campania e
Marche hanno scritto una
lettera al
Presidente della
Repubblica Mattarella, esprimendo la loro
contrarietà all'ipotesi di andare al
voto in quella
giornata: "
Riteniamo inopportuna la fissazione di una data che pregiudichi la riapertura delle scuole". Per i
5 Presidenti delle Regioni che andranno al voto (manca la firma della
Toscana) "
la durata certa degli organi legislativi è un principio fondamentale dello Stato democratico tant'è che la Costituzione stessa prevede tempi certi per la ricostituzione delle Camere e divieto di proroga delle stesse se non in caso di guerra (Art.60)". I
governatori vorrebbero anticipare la data del
voto già a
fine luglio.
"
In considerazione della peculiare situazione sanitaria in atto, il Governo, con il DL 26/2020, ha ritenuto di disporre la proroga delle legislature regionali, per un periodo di tre mesi, ossia fino al 30 agosto 2020, disponendo però che, a differenza di quanto normalmente avviene, la data delle elezioni possa essere fissata soltanto nei 60 giorni successivi, ossia nei mesi di settembre e ottobre".
La lettera dei governatori a Mattarella
"
Di questa decisione, assunta in difformità dal parere reso dalle Regioni - affermano i governatori,
Giovanni Toti,
Michele Emiliano,
Luca Zaia,
Vincenzo De Luca e
Luca Ceriscioli -
non è mai stata resa pubblica la motivazione sanitaria, che giustificasse come dal punto di vista dell'epidemia di Covid-19 vi siano maggiori rischi nel mese di luglio piuttosto che nei mesi autunnali, quando fin dai primi di giugno sono permesse tutte le attività economiche, culturali e sociali e financo gli spostamenti tra regioni. Al contrario, come anche si evince dal parere reso nei giorni scorsi dal Comitato Tecnico Scientifico, esigenze sanitarie sconsigliano fortemente di ritardare le elezioni verso i mesi autunnali, in quanto potrebbe aversi una recrudescenza del virus che porterebbe a dover rinviare la scadenza elettorale di ulteriori, troppi, mesi".
"
Da ultimo constatiamo che una decisione, che può essere giustificata soltanto da ragioni sanitarie ed emergenziali, sta assumendo i contorni di una decisione politica e, ci sia concesso, basata sulla convenienza di parte, che, a nostro avviso, non può giustificare la compressione dell'autonomia legislativa regionale e del diritto di voto degli elettori. Ci rivolgiamo quindi a Lei, quale Capo dello Stato e Garante della Costituzione, per chiedere un Suo autorevole intervento a tutela del principio di leale collaborazione tra gli organi della Repubblica su cui è fondata la nostra Costituzione, che rimetta al centro l'interesse pubblico alla tutela della salute e il principio democratico sul quale la Repubblica si fonda".
L'incontro tra Lamorghese e i 5 governatori
L'
incontro di ieri tra la ministra dell'Interno
Luciana Lamorgese e i governatori delle
Regioni non ha portato ad un accordo. La titolare del Viminale ha poi ricordato ai governatori che non viene leso alcun
diritto decisionale e che i
presidenti delle
Regioni potrebbero indire le elezioni già per il
6 settembre: secondo le norme, entro il
18 luglio è possibile infatti presentare il
provvedimento ed entro il
7-8 agosto le candidature, facendo partire la
campagna elettorale dal
7 agosto. Al termine della riunione la ministra ha preso atto delle posizioni dei cinque governatori e le riporterà al
Presidente del
Consiglio per poi cercare di trovare una quadra.
Il sito del Ministero della Salute