Inchiesta
Tre Stelle a Eboli: la
Cassazione ha respinto la richiesta di
sequestro preventivo dei
beni dell'imprenditore
Gianluca La Marca.Niente sequestro preventivo per i beni dell'impero Tre Stelle
La
Corte di Cassazione ha deciso: respinto il
sequestro preventivo legato ai beni, dal valore multimilionario, dei beni legati a
Gianluca La Marca,
imprenditore legato all'inchiesta del
Caseificio Tre Stelle di Eboli.
Respinto il ricorso della
Repubblica di Salerno e confermate le decisioni dei giudici dei giudici del
Tribunale del
Riesame: il ricorso della magistrature inquirenti è stata dunque definita inammissibile.
Continuano dunque le indagini su presunti
reati fiscali in merito a
false dichiarazioni sui redditi e
l'iva del
caseificio Tre Stelle nel periodo dal 2016 al 2017: in particolare, è stato contestato agli
amministratori della srl di aver inserito a bilancio passività fittizie per
svariati milioni di euro al fine di
evadere il fisco.
Gli inquirenti hanno puntato la loro attenzione soprattutto l'inserimento a bilancio di passività fittizie per svariati milioni di euro con lo scopo di evadere il fisco. Nel mirino il
"trattamento di fine mandato dell’amministratore", per il quale la Procura ha reputato le somme accantonate come incongrue rispetto alle reali esigenze, per un ammontare di
14 milioni di euro accantonati nell'arco di tre anni a fronte di compensi annuali per l’amministratore pari a
circa 27mila euro.
Tuttavia, la società Tre Stelle ha poi dimostrato di aver pagato 3 milioni di euro di imposte a fronte di un attivo di 17mila euro.