Eboli, addio al forno crematorio: il commissario Tufariello blocca il progetto da 2,5 milioni

A Eboli è giunto lo stop definitivo alla realizzazione del forno crematorio cittadino. Il commissario straordinario Gaetano Tufariello ha infatti revocato con una delibera datata 8 ottobre la dichiarazione di pubblico interesse, azzerando l'iter amministrativo a causa delle lacune progettuali riscontrate dagli uffici e dei mutati orientamenti programmatici dell'ente come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La proposta originaria era stata avanzata dalla società Dac Company insieme allo studio d'ingegneria Isaac di Alfonso Carrella per un importo di circa 2,5 milioni di euro oltre IVA in finanza di progetto. Il piano prevedeva la costruzione di un edificio su due piani posizionato dietro la chiesa cimiteriale, dotato di due linee di combustione, sale per il commiato, celle frigorifere, uffici, giardino delle rimembranze e una capienza stimata tra le 3.000 e le 4.000 cremazioni all'anno.
Nonostante l'iniziale via libera della giunta e la successiva manifestazione di interesse che aveva visto la partecipazione anche del gruppo Italgeco, l'assenza di un'aggiudicazione formale o dell'attribuzione del diritto di prelazione solleva il Comune da qualsiasi obbligo di indennizzo o rimborso spese verso i promotori.
Eboli, addio al forno crematorio: bloccato il progetto
La svolta si deve al parere tecnico contrario espresso dal responsabile dei Lavori pubblici Giovanni Cannoniero, il quale ha evidenziato la difformità delle proposte rispetto alle linee guida del piano regionale e alle priorità del municipio, focalizzate piuttosto sull'espansione del cimitero e delle aree sosta. Un orientamento già condiviso dall'ex sindaco Mario Conte, che aveva congelato il procedimento a seguito dei rilievi tecnici.La proposta originaria era stata avanzata dalla società Dac Company insieme allo studio d'ingegneria Isaac di Alfonso Carrella per un importo di circa 2,5 milioni di euro oltre IVA in finanza di progetto. Il piano prevedeva la costruzione di un edificio su due piani posizionato dietro la chiesa cimiteriale, dotato di due linee di combustione, sale per il commiato, celle frigorifere, uffici, giardino delle rimembranze e una capienza stimata tra le 3.000 e le 4.000 cremazioni all'anno.
Nonostante l'iniziale via libera della giunta e la successiva manifestazione di interesse che aveva visto la partecipazione anche del gruppo Italgeco, l'assenza di un'aggiudicazione formale o dell'attribuzione del diritto di prelazione solleva il Comune da qualsiasi obbligo di indennizzo o rimborso spese verso i promotori.




