Il racconto dei giorni di prigionia di una donna di 85 anni israeliana presa in ostaggio e liberata ieri 23 ottobre da Hamas: "Ho attraverato l'inferno". Il tragitto in moto e poi le percosse "con dei bastoni''.
Israele, donna presa in ostaggio e liberata da Hamas: il racconto
Lo ha definito un vero e proprio inferno Yocheved Lifshitz, la donna di 85 anni presa in ostaggio e rilasciata nella serata di ieri lunedì 23 ottobre dai miliziani di Hamas. L'avevano rapita dal kibbutz di Nir Oz ''in moto'' e l'avevano ''portata nei tunnel'' nella Striscia di Gaza. Ora è in ospedale e racconta quei tragici giorni. "Picchiata con dei bastoni'', fino ad avere difficoltà a respirare.
Una volta nei tunnel poi, ''una ragnatela'' sotterranea, gli ostaggi come lei sono stati costretti a camminare per diversi chilometri su terreni umidi. Una volta giunti al luogo della meta, la donna racconta che i miliziani di Hamas hanno trattato "gentilmente" gli ostaggi e "si sono presi cura dei nostri bisogni". Inoltre ''ci hanno detto 'crediamo nel Corano' e non vi faremo del male''. Inoltre ''c'era un medico che veniva ogni due-tre giorni e portava i farmaci di cui avevamo bisogno''.
Nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato che gli ostaggi hanno potuto lavarsi e mangiare, mentre le sono stati tolti gioielli e orologio. "Ci hanno dato pane pita, formaggio a pasta dura, formaggio cremoso magro e cetriolo e quello è stato il nostro cibo per l'intera giornata e dormivano su materassi sul terreno".

