La cronistoria della morte del piccolo Domenico Caliendo all'ospedale Monaldi di Napoli: dallo scambio del ghiaccio secco al fallimento del trapianto. Ecco la ricostruzione dettagliata dei tragici errori.
Domenico Caliendo, cronistoria del dramma del “cuore bruciato” al Monaldi
Il piccolo Domenico Caliendo, due anni, è morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito, noto ormai come il caso del “cuore bruciato”. La Procura di Napoli indaga su sei membri dell’equipe di Cardiochirurgia Pediatrica per lesioni colpose, in fase di rivalutazione in omicidio colposo.
Domenico, affetto da cardiomiopatia dilatativa, attendeva un trapianto da due anni. La sera del 22 dicembre 2025 il cuore compatibile è stato inviato da Bolzano, ma il trasporto ha evidenziato gravi criticità: il box isotermico utilizzato non era dotato di sistema di controllo della temperatura, mentre era stato previsto l’uso di dispositivi hi-tech con monitoraggio termico. La situazione è peggiorata quando, al posto del ghiaccio d’acqua necessario per la conservazione, è stato erroneamente utilizzato ghiaccio secco a -70°C, provocando il danneggiamento dell’organo, da qui il termine “cuore bruciato”.
Nonostante le procedure di emergenza e l’attivazione dell’assistenza extracorporea Ecmo, il cuore innestato non ha funzionato. Solo il 7 febbraio la famiglia ha appreso dai media del tipo di errore subito. Nel frattempo, la Regione Campania e il Ministero della Salute hanno avviato ispezioni, mentre l’ospedale sospendeva i trapianti pediatrici e commissariava il reparto. Consultazioni con specialisti di Roma, Padova, Bergamo e Torino hanno confermato l’impossibilità di un nuovo intervento. Domenico è entrato in coma il 19 febbraio e il decesso è stato dichiarato il 21 febbraio 2026.
La vicenda ha sollevato profonde polemiche sulla comunicazione con la famiglia e sulla catena di responsabilità interna all’ospedale. La cronistoria dei fatti, ricostruita attraverso cartelle cliniche, audit interni e documentazione sulle procedure di trasporto degli organi, evidenzia omissioni e errori operativi con impatto diretto sull’esito clinico.

