È arrivato in ospedale con una frequenza cardiaca di appena 34 battiti al minuto, in condizioni critiche. Oggi è tornato a casa e affida ai medici il suo ringraziamento pubblico. Protagonista della vicenda è Vincenzo Andretta, 53 anni, docente, che racconta di essere “passato dalla morte alla vita” grazie all’intervento tempestivo dei sanitari dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona.
L’uomo si è presentato al pronto soccorso del presidio di via San Leonardo con un quadro clinico gravemente compromesso: la marcata bradicardia aveva portato i parametri vitali su livelli considerati a rischio imminente. La situazione ha richiesto un’immediata presa in carico da parte dell’équipe medica, che ha proceduto alla stabilizzazione e agli accertamenti diagnostici necessari per individuare l’origine del problema cardiaco.
La notizia è riportata anche in apertura dal quotidiano La Città, oggi in edicola, che ricostruisce le fasi dell’intervento e il percorso clinico affrontato dal paziente.
Determinante si è rivelata la rapidità con cui il personale sanitario ha riconosciuto la gravità del quadro clinico e attivato le procedure previste nei casi di bradicardia severa. La gestione multidisciplinare ha consentito di monitorare costantemente il paziente, intervenendo sia sul piano farmacologico sia su quello procedurale, fino al completo superamento della fase acuta.
Dopo giorni di ricovero e osservazione, il docente è stato dimesso e ha potuto fare ritorno nella propria abitazione. “Sono passato dalla morte alla vita”, ha dichiarato, sottolineando la professionalità e l’umanità riscontrate durante la degenza. Un riconoscimento rivolto all’intero personale del nosocomio, dai medici agli infermieri, per la tempestività e l’efficacia dell’assistenza ricevuta.
L’uomo si è presentato al pronto soccorso del presidio di via San Leonardo con un quadro clinico gravemente compromesso: la marcata bradicardia aveva portato i parametri vitali su livelli considerati a rischio imminente. La situazione ha richiesto un’immediata presa in carico da parte dell’équipe medica, che ha proceduto alla stabilizzazione e agli accertamenti diagnostici necessari per individuare l’origine del problema cardiaco.
La notizia è riportata anche in apertura dal quotidiano La Città, oggi in edicola, che ricostruisce le fasi dell’intervento e il percorso clinico affrontato dal paziente.
Cuore a 34 battiti al minuto, salvato in extremis al Ruggi
Dopo la fase di emergenza, Andretta è stato sottoposto a un intervento definito delicato, eseguito con l’obiettivo di ripristinare condizioni di sicurezza e prevenire ulteriori episodi critici.Determinante si è rivelata la rapidità con cui il personale sanitario ha riconosciuto la gravità del quadro clinico e attivato le procedure previste nei casi di bradicardia severa. La gestione multidisciplinare ha consentito di monitorare costantemente il paziente, intervenendo sia sul piano farmacologico sia su quello procedurale, fino al completo superamento della fase acuta.
Dopo giorni di ricovero e osservazione, il docente è stato dimesso e ha potuto fare ritorno nella propria abitazione. “Sono passato dalla morte alla vita”, ha dichiarato, sottolineando la professionalità e l’umanità riscontrate durante la degenza. Un riconoscimento rivolto all’intero personale del nosocomio, dai medici agli infermieri, per la tempestività e l’efficacia dell’assistenza ricevuta.

