Una proposta di legge regionale, presentata congiuntamente dai gruppi del Partito Democratico e del Movimento Cinque Stelle, punta a garantire l’accesso all’assistenza sanitaria di base anche ai cittadini italiani senza fissa dimora in Campania.
L’iniziativa nasce per colmare un vuoto normativo che esclude dall’assistenza territoriale una parte della popolazione, contravvenendo ai principi di universalità del Servizio sanitario nazionale. L’iscrizione alle liste degli assistiti avverrà su segnalazione dei servizi sociali, secondo le modalità che la Giunta regionale dovrà definire entro 60 giorni dall’eventuale approvazione della legge.
La proposta prevede inoltre la possibilità di stipulare protocolli con associazioni e organizzazioni del terzo settore per facilitare l’informazione e l’accesso al servizio sanitario. Dal punto di vista finanziario, il provvedimento stanzia 300mila euro l’anno per il triennio 2026-2028, destinati a una popolazione stimata di circa 8.000 persone. Il costo medio per paziente per il medico di base è calcolato in 70 euro, mentre parte della spesa complessiva potrebbe essere compensata dal minor ricorso ai pronto soccorso.
Tra i firmatari figurano, tra gli altri, Luca Trapanese, noto per la sua esperienza nel sociale e come assessore comunale al Welfare a Napoli, Bruna Fiola, presidente della commissione Politiche Sociali, e diversi consiglieri regionali dei due gruppi, compreso il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi.
Il testo introduce una clausola di monitoraggio: la Giunta dovrà riferire al Consiglio regionale dopo due anni dall’entrata in vigore della legge, e successivamente ogni tre anni, sul numero delle persone senza dimora iscritte, le prestazioni erogate e le criticità rilevate.
Campania, proposta di legge per il medico alle persone senza dimora
Il testo consente a chi non ha una residenza di iscriversi comunque alle liste degli assistiti delle Aziende sanitarie locali (ASL) e di scegliere un medico di medicina generale, accedendo ai livelli essenziali di assistenza (LEA). Attualmente, chi vive senza dimora può rivolgersi solo al pronto soccorso, struttura pensata per le emergenze e non per il monitoraggio delle patologie croniche.L’iniziativa nasce per colmare un vuoto normativo che esclude dall’assistenza territoriale una parte della popolazione, contravvenendo ai principi di universalità del Servizio sanitario nazionale. L’iscrizione alle liste degli assistiti avverrà su segnalazione dei servizi sociali, secondo le modalità che la Giunta regionale dovrà definire entro 60 giorni dall’eventuale approvazione della legge.
La proposta prevede inoltre la possibilità di stipulare protocolli con associazioni e organizzazioni del terzo settore per facilitare l’informazione e l’accesso al servizio sanitario. Dal punto di vista finanziario, il provvedimento stanzia 300mila euro l’anno per il triennio 2026-2028, destinati a una popolazione stimata di circa 8.000 persone. Il costo medio per paziente per il medico di base è calcolato in 70 euro, mentre parte della spesa complessiva potrebbe essere compensata dal minor ricorso ai pronto soccorso.
Tra i firmatari figurano, tra gli altri, Luca Trapanese, noto per la sua esperienza nel sociale e come assessore comunale al Welfare a Napoli, Bruna Fiola, presidente della commissione Politiche Sociali, e diversi consiglieri regionali dei due gruppi, compreso il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi.
Il testo introduce una clausola di monitoraggio: la Giunta dovrà riferire al Consiglio regionale dopo due anni dall’entrata in vigore della legge, e successivamente ogni tre anni, sul numero delle persone senza dimora iscritte, le prestazioni erogate e le criticità rilevate.

