Cinque fisioterapisti sono stati citati a giudizio con l’accusa di aver ottenuto indebiti pagamenti dall’azienda sanitaria attraverso la rendicontazione di trattamenti domiciliari mai eseguiti. Le prestazioni, secondo l’impianto accusatorio, risultavano formalmente effettuate a favore di persone decedute da giorni o addirittura da mesi come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Gli imputati operavano, con contratti di consulenza e in regime di lavoro autonomo, all’interno di un centro riabilitativo con sede a Nocera Inferiore, accreditato con il Servizio sanitario nazionale e non coinvolto nell’inchiesta. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i professionisti avrebbero attestato accessi domiciliari e cicli di fisioterapia che, in realtà, non sarebbero mai stati svolti. I beneficiari indicati nelle schede risultavano già deceduti al momento delle presunte sedute.
Le contestazioni formalizzate sono dieci, mentre sette episodi sono stati dettagliatamente documentati negli atti. I familiari dei pazienti figurano come persone offese nel procedimento penale.
Tra i casi esaminati emerge quello di un’anziana di 81 anni morta nel maggio 2022. In base all’accusa, uno degli indagati avrebbe certificato tre interventi settimanali presso l’abitazione della donna a partire dal giorno stesso del decesso, proseguendo nelle settimane successive fino ad agosto. Sulla base di tali dichiarazioni, l’Asl avrebbe liquidato oltre seicento euro per prestazioni ritenute inesistenti.
Un ulteriore episodio riguarda un altro paziente di 81 anni, deceduto nei primi giorni di novembre 2021. Nonostante la data di morte, sarebbero state registrate visite domiciliari successive, con l’indicazione di accessi avvenuti nei giorni immediatamente seguenti al decesso. In un secondo momento, un altro fisioterapista avrebbe attestato ulteriori trattamenti nei mesi di dicembre e gennaio, quando il paziente risultava già morto da tempo.
Gli accertamenti sono partiti da alcune segnalazioni su anomalie nelle rendicontazioni. I militari hanno esaminato documentazione sanitaria, richieste di rimborso e certificazioni inviate all’azienda sanitaria, confrontando le date delle presunte prestazioni con i registri anagrafici relativi ai decessi.
Con la chiusura delle indagini preliminari, la Procura ha disposto la citazione a giudizio per i cinque professionisti. Sarà l’udienza di settembre a stabilire se il procedimento approderà alla fase dibattimentale, dove le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato dovranno essere vagliate nel contraddittorio tra le parti.
Rimborsi per cure mai effettuate a pazienti già morti: in cinque nei guai
La Procura di Nocera Inferiore ha fissato per settembre l’udienza predibattimentale, passaggio in cui il giudice monocratico sarà chiamato a valutare la richiesta di rinvio a processo. L’indagine, sviluppata dalla Guardia di Finanza, prende in esame un periodo compreso tra il 2018 e il 2022 e si concentra su una serie di presunte irregolarità nelle certificazioni trasmesse all’Asl per ottenere i compensi previsti dal sistema sanitario pubblico.Gli imputati operavano, con contratti di consulenza e in regime di lavoro autonomo, all’interno di un centro riabilitativo con sede a Nocera Inferiore, accreditato con il Servizio sanitario nazionale e non coinvolto nell’inchiesta. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i professionisti avrebbero attestato accessi domiciliari e cicli di fisioterapia che, in realtà, non sarebbero mai stati svolti. I beneficiari indicati nelle schede risultavano già deceduti al momento delle presunte sedute.
Le contestazioni formalizzate sono dieci, mentre sette episodi sono stati dettagliatamente documentati negli atti. I familiari dei pazienti figurano come persone offese nel procedimento penale.
Tra i casi esaminati emerge quello di un’anziana di 81 anni morta nel maggio 2022. In base all’accusa, uno degli indagati avrebbe certificato tre interventi settimanali presso l’abitazione della donna a partire dal giorno stesso del decesso, proseguendo nelle settimane successive fino ad agosto. Sulla base di tali dichiarazioni, l’Asl avrebbe liquidato oltre seicento euro per prestazioni ritenute inesistenti.
Un ulteriore episodio riguarda un altro paziente di 81 anni, deceduto nei primi giorni di novembre 2021. Nonostante la data di morte, sarebbero state registrate visite domiciliari successive, con l’indicazione di accessi avvenuti nei giorni immediatamente seguenti al decesso. In un secondo momento, un altro fisioterapista avrebbe attestato ulteriori trattamenti nei mesi di dicembre e gennaio, quando il paziente risultava già morto da tempo.
Gli accertamenti sono partiti da alcune segnalazioni su anomalie nelle rendicontazioni. I militari hanno esaminato documentazione sanitaria, richieste di rimborso e certificazioni inviate all’azienda sanitaria, confrontando le date delle presunte prestazioni con i registri anagrafici relativi ai decessi.
Con la chiusura delle indagini preliminari, la Procura ha disposto la citazione a giudizio per i cinque professionisti. Sarà l’udienza di settembre a stabilire se il procedimento approderà alla fase dibattimentale, dove le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato dovranno essere vagliate nel contraddittorio tra le parti.

