Il cedimento verificatosi sul lungomare di Torrione ha innescato una dura contrapposizione politica a Salerno, assumendo rapidamente un valore che va oltre l’episodio in sé. L’evento è diventato il fulcro delle critiche delle forze di opposizione, che lo indicano come il segnale evidente di una gestione amministrativa ritenuta inadeguata sul piano della manutenzione e della sicurezza urbana. In prima linea si è schierato il Movimento 5 Stelle, che ha diffuso una nota ufficiale dai toni particolarmente severi.
Crollo sul lungomare di Torrione, scontro politico a Salerno
Nel documento, il Movimento respinge l’ipotesi che il crollo possa essere archiviato come un fatto isolato o imprevedibile. Al contrario, viene descritto come l’esito di un processo lungo e stratificato, caratterizzato, secondo i firmatari, da anni di interventi insufficienti e da una visione amministrativa concentrata più sull’immagine della città che sulla tenuta delle sue infrastrutture. La voragine apertasi sul lungomare viene indicata come la manifestazione finale di un problema strutturale mai affrontato in modo organico.Gli esponenti del M5S richiamano le numerose segnalazioni che, nel corso del tempo, sarebbero arrivate dai cittadini e che, a loro dire, non avrebbero trovato risposte adeguate. Nella ricostruzione proposta, la manutenzione ordinaria e straordinaria sarebbe stata progressivamente sacrificata a favore di interventi ritenuti marginali rispetto alla reale sicurezza degli spazi pubblici.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Claudio Russolillo, che ha espresso una posizione netta, sottolineando i rischi corsi dalla popolazione. Nelle sue dichiarazioni, Russolillo ha evidenziato come l’attenzione dell’amministrazione si sarebbe concentrata su aspetti visibili e simbolici della città, trascurando elementi fondamentali come la stabilità e la prevenzione. Il crollo, secondo il consigliere, dimostrerebbe come la tutela dell’incolumità pubblica non sia stata trattata come una priorità.
La critica del Movimento si estende al modello di governo cittadino, definito come un sistema che avrebbe favorito interessi economici ristretti a discapito delle esigenze quotidiane della collettività. Nel comunicato si parla di una narrazione pubblica che tenderebbe a ridimensionare o negare le criticità strutturali, contribuendo, secondo l’opposizione, a ritardare interventi necessari e non più rinviabili.
Il M5S insiste sul fatto che quanto accaduto sul lungomare non possa essere derubricato a incidente fortuito. Nella nota viene ribadito che il cedimento rappresenta un segnale tangibile di un deterioramento più ampio, che coinvolgerebbe diversi ambiti della città e che richiederebbe un’assunzione di responsabilità chiara da parte di chi ha governato nel tempo.
Sulla questione è intervenuto anche l’ex senatore Andrea Cioffi, che ha collegato il tema della sicurezza dei luoghi pubblici alle responsabilità politiche. Secondo Cioffi, quando vengono meno le condizioni di sicurezza, le cause non possono essere ricondotte alla casualità, ma vanno individuate nelle scelte e nelle omissioni di chi ha avuto ruoli decisionali.

