Da oggi, lunedì 17 maggio, tutta l'Italia - eccetto la Valle d'Aosta - è in zona gialla. Numeri che evidenziano il crollo netto dei contagi Covid nelle ultime settimane. Ma quali sono le Regioni che hanno numeri vicino la zona bianca? Dati incoraggianti dal Friuli, Sardegna e Molise con meno 50 casi ogni 100mila abitanti. E sperano altre tre. Ricoveri dimezzati in un mese e decessi ridotti di un quinto in sette giorni.
Covid in Italia, quali Regioni hanno numeri da zona bianca?
Un’altra settimana segnata da una riduzione significativa del numero di nuovi casi di infezione da coronavirus in Italia. Si passa dalle 66.476 diagnosi del periodo 3-9 maggio alle 47.942 di quello tra il 10 e ieri, domenica 16. Si tratta di un calo di 18.534 e cioè del 27,8%. La settimana scorsa la riduzione era stata del 19%. Per trovare numeri più bassi bisogna tornare al conteggio del 5-11 ottobre. Cioè a più di 7 mesi fa. Tra l’altro ormai si può dire che le riaperture più importanti, avvenute tre settimane fa, non hanno provocato un innalzamento della curva. Nemmeno il via libera alla scuola, arrivato dopo Pasqua, sembra aver inciso. Piuttosto si inizierebbero a vedere gli effetti della vaccinazione, che si sta diffondendo sempre di più. Altro dato da tenere presente è quello dei tamponi. Nell’ultima settimana ne sono stati fati 1 milione e 805mila. Si tratta di un numero in po’ inferiore a quelli delle due settimane precedenti (1 milione e 928mila e 1 milione e 988mila) che comunque segna un calo molto inferiore a quello dei casi.La situazione nelle Regioni: Veneto -38%, Lombardia -31%
Per la terza settimana consecutiva tutte le Regioni vedono i numeri scendere. Tra quelle più grandi, spiccano i dati di Veneto e Lombardia. Ecco i numeri:- Il Molise passa da 145 a 82 (-63, 43,4%),
- la Sardegna da 836 a 481 (-355, -42,4%),
- il Veneto da 4.388 a 2.698 (-1.690, -38,5%),
- il Friuli Venezia Giulia da 682 a 420 (-262, -38,4%),
- la Puglia da 5.906 a 3.662 (-2.244, -37,9%),
- la Liguria da 1.178 a 767 (-411, -34,8%),
- la Lombardia da 10.368 a 7.075 (-3.293, -31,7%),
- l’Emilia-Romagna da 4.910 a 3.587 (-1.323, -26,9%),
- il Lazio da 6.159 a 4.506 (-1.653, -26,8%),
- la Toscana da 4.782 a 3.520 (-1.262, -26,3%),
- la Calabria da 2.253 a 1.682 (-571, -25,3%),
- la Sicilia da 5.568 a 4.228 (-1.340, -24%),
- il Piemonte da 5.008 a 3.825 (-1.183, -23,6%),
- le Marche da 1.641 a 1.287 (-354, -21,5%),
- la Campania da 9.270 a 7.272 (-1.998, -21,5%),
- l’Abruzzo da 914 a 728 (-186, -20,3%),
- l’Umbria da 667 a 534 (-133, -19,9%)
- la Provincia di Trento da 442 a 357 (-85, -19,2%),
- la Valle d’Aosta da 204 a 167 (-37, -18,1%),
- la Basilicata da 753 a 642 (-111, -14,7%),
- la Provincia di Bolzano da 484 a 476 (-8, -1,6%).

