Covid in Italia: l'epidemia non rallenta da due mesi a questa parte e sta "portando verso una pericolosa congestione degli ospedali". Questo è quanto emerge dal monitoraggio della Fondazione Gimbe che rileva che nella settimana 8-14 dicembre, rispetto alla precedente, crescono di circa il 18% i nuovi casi e i decessi. Nonostante ciò, nelle ultime settimane si è progressivamente ridotta la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi. In particolare, per l'area medica la media mobile a 7 giorni è scesa dal 3,47% del 7 novembre al 2,41% del 14 dicembre e per le terapie intensive dallo 0,47% del 21 ottobre allo 0,30% del 14 dicembre.
Covid in Italia: il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe
Cartabellotta spiega che "a fronte di un numero di tamponi sostanzialmente stabile, questo dato è verosimilmente da imputare all'incremento delle terze dosi, che riportano l'efficacia a valori più elevati." Il direttore operativo della Fondazione Gimbe, Marco Mosti, precisa che "sul fronte delle terapie intensive preoccupa tuttavia l'aumento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 70 ingressi/die rispetto ai 59 della settimana precedente".Contagi in aumento in tutte le regioni tranne Friuli, Molise e Bolzano
In 26 Province italiane l'incidenza di contagi da Covid 19 supera i 250 casi per 100.000 abitanti. Mentre in tutte le Regioni, ad eccezione di Friuli-Venezia Giulia, Molise e Provincia Autonoma di Bolzano, si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 4,4% dell'Abruzzo al 94,8% della Basilicata. Questo il quadro che emerge dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana 8-14 dicembre 2021. In questo contesto, rileva il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, "le ultime misure del Governo, che mirano a innalzare la protezione nei confronti del virus, non hanno modificato i criteri per assegnare i colori alle Regioni, definiti quando non erano noti il declino dell'efficacia vaccinale e la necessità delle terze dosi e non incombeva la minaccia di una variante così preoccupante". Questi "criteri, però, lasciano alle Regioni la massima autonomia nell'aumentare la disponibilità di posti letto per ridurre i tassi di occupazione, con il rischio di congestionare silenziosamente gli ospedali e limitare l'accesso alle cure ai pazienti non Covid".I dati delle province
Le 26 Province in cui l'incidenza supera i 250 casi per 100.000 abitanti sono:- Trieste (601),
- Treviso (573),
- Bolzano (568),
- Padova (552),
- Vicenza (541),
- Imperia (450),
- Venezia (434),
- Rimini 411),
- Verbano-Cusio-Ossola (361),
- Pordenone (346),
- Gorizia (332),
- Forlì-Cesena (330),
- Ravenna (321), Verona (320),
- Rovigo (298),
- Aosta (290),
- Savona (288),
- Ferrara (287),
- Belluno (286),
- Reggio nell'Emilia (285),
- Bologna (268),
- Varese (267),Trento (265),
- Monza e della Brianza (260),
- Mantova (253),
- Biella (252).

