L’ordinanza della Provincia di Salerno che, dal prossimo 13 luglio, vieta il transito ai veicoli con massa superiore alle 5 tonnellate lungo la SR 366 continua a far discutere. A intervenire sono Nino Simeone, capogruppo e componente della Commissione Trasporti, e il consigliere Giovanni Maria Cuofano, che criticano il metodo adottato e chiedono un confronto urgente.
Secondo i due esponenti politici, il provvedimento rischia di produrre conseguenze pesanti sulla mobilità della Costiera Amalfitana, colpendo trasporto pubblico, servizi essenziali, attività economiche e turismo nel pieno della stagione estiva.
Sicurezza sì, ma con soluzioni condivise
Simeone e Cuofano chiariscono di non voler mettere in discussione il valore della sicurezza stradale né il rispetto delle prescrizioni della Procura della Repubblica di Salerno.
Il punto critico, secondo loro, riguarda però l’assenza di una programmazione preventiva. Una limitazione di questa portata, sostengono, non avrebbe dovuto essere adottata senza un confronto con i territori interessati e con tutti i soggetti coinvolti.
Le ricadute su trasporti e servizi
Il divieto riguarda autobus urbani e interurbani, pullman turistici, minibus e numerosi mezzi utilizzati ogni giorno per garantire servizi indispensabili.
Tra le attività potenzialmente penalizzate figurano i rifornimenti commerciali, il trasporto di prodotti deperibili, i servizi per le imprese e il comparto turistico. Per Simeone e Cuofano, il rischio è quello di mettere in difficoltà non solo i collegamenti, ma l’intero equilibrio economico e sociale della Costiera.
I comuni coinvolti
Le ripercussioni potrebbero riguardare numerosi comuni della Divina, da Amalfi a Conca dei Marini e Furore, fino a Ravello, Scala, Agerola, Praiano e Positano.
Si tratta di territori già sottoposti a una forte pressione estiva, tra residenti, lavoratori, imprese e milioni di turisti che ogni anno scelgono la Costiera Amalfitana come destinazione.
“Non si può paralizzare il territorio”
Secondo Simeone e Cuofano, se le criticità infrastrutturali erano già note e le valutazioni tecniche disponibili, sarebbe stato necessario coinvolgere per tempo Regione Campania, Comuni, aziende di trasporto pubblico, operatori NCC, trasporto non di linea, sindacati, associazioni di categoria e operatori turistici.
L’obiettivo avrebbe dovuto essere quello di individuare soluzioni alternative capaci di garantire contemporaneamente sicurezza e continuità dei collegamenti.
Chiesto un tavolo istituzionale urgente
I due consiglieri annunciano di aver chiesto all’assessore regionale competente la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con la Provincia di Salerno, i Comuni coinvolti, le aziende di trasporto e le rappresentanze del comparto turistico.
Per Simeone e Cuofano servono risposte immediate, ma soprattutto soluzioni concrete e condivise. La sicurezza deve restare prioritaria, ma non può tradursi in provvedimenti che lasciano intere comunità senza alternative.
La richiesta: programmazione e confronto
Il messaggio è chiaro: le emergenze non possono essere gestite scaricando le conseguenze su cittadini, lavoratori e operatori economici.
La Costiera Amalfitana, sostengono Simeone e Cuofano, ha bisogno di una strategia complessiva, capace di unire sicurezza, mobilità e tutela delle attività produttive. Perché un territorio fragile e complesso non può essere governato con ordinanze calate dall’alto, ma con programmazione, ascolto e responsabilità istituzionale.

