Che cosa succede in Italia se si blocca il gas dalla Russia? Quali sono le conseguenze per il nostro Paese? Secondo uno studio della Fondazione Eni-Enrico Mattei che utilizza specifici software di simulazione del mercato elettrico e del gas sotto diverse ipotesi, c’è il forte rischio di un razionamento, cioè dei «distacchi programmati» che si tradurrebbero in black out della corrente elettrica e/o tagli alle erogazioni di gas per uso industriale o per uso civile (riscaldamento e gas per cucinare). Questo perché, anche prendendo tutte le contromisure allo studio, mancherebbe comunque, tra 8,9 e 10,5 miliardi di metri cubi di gas rispetto ai consumi di un anno normale. Vediamo insieme che cosa cambia in Italia senza il gas da Mosca.
Cosa succede in Italia se si blocca il gas dalla Russia
L’anno scorso l’Italia ha importato dalla Russia più di 28 miliardi di metri cubi di gas, circa il 40% del fabbisogno totale. Se venissero a mancare, si potrebbe in parte sopperire aumentando le importazioni da Algeria (21,1 miliardi di Smc nel 2021) Qatar (6,9 miliardi) e Libia (3,2 miliardi). Si pensa anche di aumentare la produzione nazionale (scesa a 3,1 miliardi di Smc nel 2021) e lo stoccaggio del gas, tutte operazioni che però richiedono diversi mesi prima di diventare operative. Nel frattempo, sul fronte del carbone, potrebbero essere riattivate a pieno regime due centrali destinate alla chiusura e spinte al massimo della produzione altre cinque centrali. Più tempo ci vuole invece per ottenere risultati da un maggior ricorso alle fonti rinnovabili.Gli Stati Uniti ci possono aiutare?
Gli Stati Uniti hanno da tempo tra i loro obiettivi strategici quello di diminuire la dipendenza energetica dell’Europa. Sono grandi produttori di gas e soprattutto puntano già entro il 2022 a diventare i maggiori esportatori al mondo di gas naturale liquefatto (Lng), che viene trasportato via navi metaniere dai terminali di liquefazione a quelli di rigassificazione. Negli ultimi mesi le esportazioni Usa verso l’Europa sono aumentate, ma soprattutto perché gli alti prezzi europei del gas garantivano guadagni maggiori rispetto a quelli asiatici. E’ possibile che il trend prosegua, ma anche le maggiori quantità non basteranno a coprire un eventuale stop del gas russo.

