Nonostante l'escalation di contagi, la
Campania, nei tre profili di rischio epidemico disegnati dal governo e dalla cabina di regia nazionale è finita in
fascia gialla, quella più tiepida e con restrizioni a maglie larghe. Come mai si è passati dal rischio lockdown alla fascia di rischio più bassa?
Campania nella fascia gialla, la spiegazione
La Campania è retrocessa dai primi due gradini di
pericolosità, perché in definitiva avrebbe
governato bene l'ondata di piena dei
contagi da cui è stata investita dopo l'estate. Nonostante la marea di nuovi casi, di tanti malati in
ospedale, di un tasso di occupazione dei posti di rianimazione che sfiorano il valore di allarme (30 per cento del totale) e di una rete Covid al limite del tracollo,
l'epidemia risulta stabile.
Il commento di De Luca
«Le decisioni del governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell'Italia hanno creato
problemi prevedibili - replica polemico De Luca - rimango convinto della
necessità di
misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per un'azione più efficace di contrasto al
Covid a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio».
«Per quello che ci riguarda - continua in una nota - sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di
autoconsolazione e di
rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio».
«Comportamenti
irresponsabili, ancora largamente presenti nei nostri territori, rischiano di pregiudicare tutto e di far saltare i due dati per noi decisivi». «Invito i sindaci - conclude De Luca - a predisporre da oggi la chiusura dei lungomare e di parte dei centri storici nei fine settimana».
Fonte: Il Mattino