Coronavirus ad Ariano Irpino, ordinanza di quarantena e divieto di entrata ed uscita dal comune in provincia di Avellino. Lo comunica De Luca.
Coronavirus: ecco i divieti e l'ordinanza ad Ariano Irpino
«Quarantena per tutta la popolazione e divieto di entrata e uscita per il Comune di Ariano Irpino. Visto l'aumento dei contagi verificato dai dati riferiti al Comune della provincia di Avellino, si è ritenuto indispensabile e urgente applicare una misura rigorosa per isolare il focolaio. Chiediamo a tutti i cittadini di collaborare per il contenimento del contagio e quindi per il rispetto di questa e delle altre ordinanze». A comunicarlo è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il quale ha pubblicato la nuova ordinanza che riguarda il comune in provincia di Avellino.L'ordinanza
Ferme restando le misure statali, regionali e commissariali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti, a decorrere dal giorno 15 marzo 2020 e fino al 31 marzo 2020, con riferimento al Comune di Ariano Irpino, sono adottate le seguenti, ulteriori misure:- divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui ivi presenti;
- divieto di accesso nel territorio comunale;
- sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.
Le decisione del Presidente De Luca
- È fatta salva la possibilità di transito in ingresso e in uscita dal territorio comunale da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell'assistenza alle attività relative all'emergenza nonché degli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale.
- È comunque consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
- Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente provvedimento e’ punito, ai sensi dell’art.650 del codice penale, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.

