Salerno, il Procuratore Cantone a confronto con la stampa: criminalità e violenze del Codice Rosso tra le priorità

Nel corso del pomeriggio odierno, mercoledì 23 settembre, la Torre Giacumbi della Cittadella Giudiziaria di Salerno ha ospitato il primo confronto tra il procuratore Raffaele Cantone e gli organi di stampa della provincia.
Alla guida della Procura salernitana dallo scorso aprile, Cantone vanta una lunga esperienza maturata in importanti indagini giudiziarie e nei vertici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), oltre all’incarico ricoperto come Procuratore della Repubblica a Perugia. Un percorso professionale che ha portato in Campania una significativa esperienza istituzionale e investigativa.
Proprio nell’ottica di rafforzare i principi di legalità e trasparenza, il Procuratore ha promosso l’incontro con i giornalisti per illustrare un’impostazione operativa orientata alla condivisione e alla chiarezza, affrontando inoltre le principali tematiche legate alla gestione della giustizia penale nei territori sottoposti alla competenza della Procura di Salerno. Al suo fianco erano presenti anche i Procuratori aggiunti Rocco Alfano e Maurizio Cardea.
“Dopo questi mesi dal mio insediamento ho acquisito una conoscenza più precisa delle criticità e delle caratteristiche della criminalità organizzata presente sul territorio”, ha dichiarato Cantone, sottolineando che a Salerno non si registra una vera emergenza sul fronte della sicurezza, almeno secondo un’accezione paragonabile a quella di altre realtà urbane. Il Procuratore ha indicato invece nel traffico di stupefacenti il principale settore di interesse delle organizzazioni criminali locali. La provincia salernitana, ha spiegato, costituisce un punto di passaggio per l’ingresso della droga attraverso il porto, sebbene in quantità non particolarmente elevate, oltre che per i rifornimenti provenienti dall’area napoletana e dalla Calabria, con conseguenze sulle dinamiche criminali dei gruppi presenti sul territorio.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il caso dell’omicidio del giornalista Luca Esposito, rinvenuto morto nelle campagne di Eboli lo scorso luglio. “Per quanto riguarda il delitto Esposito, sono ancora in corso accertamenti particolarmente delicati finalizzati a chiarire il movente”, ha riferito Cantone. “Le circostanze e le modalità dell’omicidio sono state ricostruite, ma contiamo di poter arrivare alla conclusione definitiva dell’indagine entro la fine dell’anno. Va riconosciuto ai Carabinieri il merito di aver individuato in tempi molto brevi il presunto autore del reato. Adesso è necessario arrivare a una risposta giudiziaria adeguatamente solida”.
Tra gli argomenti affrontati anche l’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, alla luce della recente assoluzione dell’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. “Si tratta di una decisione che stiamo esaminando con grande attenzione. Il contenuto della sentenza non coincide con la ricostruzione sostenuta dall’Ufficio e, in linea di principio, intendiamo impugnarla. Restano tuttavia diversi aspetti che devono essere approfonditi. Il rischio è che venga rimessa in discussione la ricostruzione del delitto Vassallo che, allo stato attuale, riteniamo essere quella con il maggiore grado di attendibilità. L’assoluzione di Ridosso rappresenta certamente un elemento di grande rilievo”, ha spiegato il Procuratore.
Ampio spazio è stato riservato anche ai procedimenti relativi ai reati previsti dal Codice Rosso, tema che rappresenta oggi una delle principali criticità per gli uffici giudiziari. Le segnalazioni e le denunce risultano in crescita anche nel territorio salernitano, mentre viene evidenziata l’importanza di non minimizzare neppure le situazioni di conflitto all’interno delle famiglie che richiedono l’intervento delle Forze dell’Ordine. “Abbiamo avviato interlocuzioni con il Comando Provinciale per poter disporre di personale adeguatamente formato e specializzato nella gestione di queste situazioni, non soltanto nel capoluogo ma anche nei comuni più piccoli della provincia”, ha spiegato il procuratore Cardea.
Il Procuratore Capo ha quindi precisato: “Non siamo davanti a una situazione di emergenza particolarmente allarmante, ma i dati sono comunque rilevanti. Stiamo predisponendo protocolli insieme alle associazioni, anche con l’obiettivo di favorire percorsi di recupero e rieducazione per chi si è reso responsabile di condotte violente. Si tratta di un approccio diverso alla materia penale, che mira a intervenire non esclusivamente sul reato commesso, ma anche sulla persona che lo ha compiuto”.
In chiusura, è stata affrontata la questione della dotazione organica della Procura. Attualmente mancano circa tre magistrati, anche se è previsto a breve l’ingresso di due nuovi componenti. La criticità principale riguarda però il personale amministrativo: l’ufficio giudiziario salernitano registra infatti una scopertura di sette unità, in un quadro generale caratterizzato dalla diminuzione degli organici nelle Procure, soprattutto in quelle della Campania.
Salerno, il Procuratore Cantone a confronto con la stampa: criminalità e violenze del Codice Rosso tra le priorità
Nel corso del pomeriggio odierno, mercoledì 23 settembre, la Torre Giacumbi della Cittadella Giudiziaria di Salerno ha ospitato il primo faccia a faccia tra il Procuratore della Repubblica Raffaele Cantone e i rappresentanti degli organi di informazione della provincia. L’appuntamento, promosso dallo stesso vertice della Procura, è stato pensato come occasione per avviare un rapporto fondato sul confronto, sulla collaborazione e sulla reciproca autonomia dei ruoli.Alla guida della Procura salernitana dallo scorso aprile, Cantone vanta una lunga esperienza maturata in importanti indagini giudiziarie e nei vertici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), oltre all’incarico ricoperto come Procuratore della Repubblica a Perugia. Un percorso professionale che ha portato in Campania una significativa esperienza istituzionale e investigativa.
Proprio nell’ottica di rafforzare i principi di legalità e trasparenza, il Procuratore ha promosso l’incontro con i giornalisti per illustrare un’impostazione operativa orientata alla condivisione e alla chiarezza, affrontando inoltre le principali tematiche legate alla gestione della giustizia penale nei territori sottoposti alla competenza della Procura di Salerno. Al suo fianco erano presenti anche i Procuratori aggiunti Rocco Alfano e Maurizio Cardea.
“Dopo questi mesi dal mio insediamento ho acquisito una conoscenza più precisa delle criticità e delle caratteristiche della criminalità organizzata presente sul territorio”, ha dichiarato Cantone, sottolineando che a Salerno non si registra una vera emergenza sul fronte della sicurezza, almeno secondo un’accezione paragonabile a quella di altre realtà urbane. Il Procuratore ha indicato invece nel traffico di stupefacenti il principale settore di interesse delle organizzazioni criminali locali. La provincia salernitana, ha spiegato, costituisce un punto di passaggio per l’ingresso della droga attraverso il porto, sebbene in quantità non particolarmente elevate, oltre che per i rifornimenti provenienti dall’area napoletana e dalla Calabria, con conseguenze sulle dinamiche criminali dei gruppi presenti sul territorio.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il caso dell’omicidio del giornalista Luca Esposito, rinvenuto morto nelle campagne di Eboli lo scorso luglio. “Per quanto riguarda il delitto Esposito, sono ancora in corso accertamenti particolarmente delicati finalizzati a chiarire il movente”, ha riferito Cantone. “Le circostanze e le modalità dell’omicidio sono state ricostruite, ma contiamo di poter arrivare alla conclusione definitiva dell’indagine entro la fine dell’anno. Va riconosciuto ai Carabinieri il merito di aver individuato in tempi molto brevi il presunto autore del reato. Adesso è necessario arrivare a una risposta giudiziaria adeguatamente solida”.
Tra gli argomenti affrontati anche l’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, alla luce della recente assoluzione dell’ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. “Si tratta di una decisione che stiamo esaminando con grande attenzione. Il contenuto della sentenza non coincide con la ricostruzione sostenuta dall’Ufficio e, in linea di principio, intendiamo impugnarla. Restano tuttavia diversi aspetti che devono essere approfonditi. Il rischio è che venga rimessa in discussione la ricostruzione del delitto Vassallo che, allo stato attuale, riteniamo essere quella con il maggiore grado di attendibilità. L’assoluzione di Ridosso rappresenta certamente un elemento di grande rilievo”, ha spiegato il Procuratore.
Ampio spazio è stato riservato anche ai procedimenti relativi ai reati previsti dal Codice Rosso, tema che rappresenta oggi una delle principali criticità per gli uffici giudiziari. Le segnalazioni e le denunce risultano in crescita anche nel territorio salernitano, mentre viene evidenziata l’importanza di non minimizzare neppure le situazioni di conflitto all’interno delle famiglie che richiedono l’intervento delle Forze dell’Ordine. “Abbiamo avviato interlocuzioni con il Comando Provinciale per poter disporre di personale adeguatamente formato e specializzato nella gestione di queste situazioni, non soltanto nel capoluogo ma anche nei comuni più piccoli della provincia”, ha spiegato il procuratore Cardea.
Il Procuratore Capo ha quindi precisato: “Non siamo davanti a una situazione di emergenza particolarmente allarmante, ma i dati sono comunque rilevanti. Stiamo predisponendo protocolli insieme alle associazioni, anche con l’obiettivo di favorire percorsi di recupero e rieducazione per chi si è reso responsabile di condotte violente. Si tratta di un approccio diverso alla materia penale, che mira a intervenire non esclusivamente sul reato commesso, ma anche sulla persona che lo ha compiuto”.
In chiusura, è stata affrontata la questione della dotazione organica della Procura. Attualmente mancano circa tre magistrati, anche se è previsto a breve l’ingresso di due nuovi componenti. La criticità principale riguarda però il personale amministrativo: l’ufficio giudiziario salernitano registra infatti una scopertura di sette unità, in un quadro generale caratterizzato dalla diminuzione degli organici nelle Procure, soprattutto in quelle della Campania.

