Il Comune di Sarno sciolto per infiltrazioni di camorra: l'ex sindaco Francesco Squillante ha presentato ricorso al Tar del Lazio richiedendo l'annullamento del decreto presidenziale. Lo riporta SalernoToday.
Questa iniziativa era stata anticipata dallo stesso ex primo cittadino. Nella relazione che giustificava lo scioglimento, si evidenziavano diversi legami preoccupanti: un candidato non eletto affiliato a individui con precedenti penali, consiglieri con frequentazioni discutibili, dipendenti comunali con precedenti di polizia, un terreno comunale affittato a un parente di un capo clan, un gruppo di imprenditori coinvolto in campagna elettorale, e sospette irregolarità nell'accelerazione del piano urbanistico attuativo. Altri elementi includevano la concessione di un'area mercatale per il parcheggio di veicoli pesanti e la nomina di un membro del nucleo di valutazione. Si parlava di ingerenze della criminalità organizzata che compromettevano la libertà decisionale e l'imparzialità dell'amministrazione locale, mettendo a rischio l'ordine e la sicurezza pubblica. Ora spetta ai giudici del Tar esaminare questo ricorso, presentato anche dall'ex sindaco di Pagani.
Sarno, Comune sciolto per camorra: l'ex sindaco Francesco Squillante presenta ricorso al Tar
Francesco Squillante, ex sindaco di Sarno, ha intrapreso un'azione legale presso il Tar del Lazio per richiedere l'annullamento del decreto presidenziale che, a inizio giugno, ha portato allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata.Questa iniziativa era stata anticipata dallo stesso ex primo cittadino. Nella relazione che giustificava lo scioglimento, si evidenziavano diversi legami preoccupanti: un candidato non eletto affiliato a individui con precedenti penali, consiglieri con frequentazioni discutibili, dipendenti comunali con precedenti di polizia, un terreno comunale affittato a un parente di un capo clan, un gruppo di imprenditori coinvolto in campagna elettorale, e sospette irregolarità nell'accelerazione del piano urbanistico attuativo. Altri elementi includevano la concessione di un'area mercatale per il parcheggio di veicoli pesanti e la nomina di un membro del nucleo di valutazione. Si parlava di ingerenze della criminalità organizzata che compromettevano la libertà decisionale e l'imparzialità dell'amministrazione locale, mettendo a rischio l'ordine e la sicurezza pubblica. Ora spetta ai giudici del Tar esaminare questo ricorso, presentato anche dall'ex sindaco di Pagani.

