L'Associazione CODICI interviene per salvaguardare il castello di Castelnuovo Cilento e scrive al Ministero della Cultura e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino richiedendo il restauro urgente.
Il restauro del castello fu finanziato dallo Stato in virtù della legge n. 1552 del 21 dicembre 1961, una decisione che permise il recupero di una struttura quasi in rovina nella prima metà del XX secolo. Secondo gli accordi previsti dalla convenzione ministeriale del 1972, il proprietario avrebbe dovuto garantire un'apertura stabile al pubblico come condizione per l’utilizzo dei fondi statali, ma tale impegno è stato sistematicamente ignorato fino al 2005 nonostante i solleciti della Soprintendenza e del Comune.
Oltre all’inaccessibilità del sito, oggi si segnala una situazione di grave incuria che mette a rischio la sopravvivenza stessa del monumento. Attraverso un monitoraggio fotografico, l'Associazione CODICI ha evidenziato l’assenza di manutenzione da oltre vent’anni, con la torre completamente invasa da vegetazione infestante che ha già provocato danni significativi alla facciata e minaccia ulteriori lesioni alle strutture murarie. Inoltre, parte dei merli della torre sono crollati o gravemente danneggiati, destando notevole preoccupazione. L’associazione ha formulato alcune richieste precise alle autorità competenti:
Castelnuovo Cilento, l'associazione CODICI scrive al Ministero e alla Soprintendenza: "Serve un restauro urgente per il castello"
L'Associazione CODICI interviene per salvaguardare lo storico Castello Medievale e la Torre Angioina di Castelnuovo Cilento, simboli del patrimonio culturale locale ormai ridotti in condizioni critiche. In un appello ufficiale alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e al Ministero della Cultura, l'associazione ha richiesto un’ispezione urgente e l’avvio dei lavori necessari per la conservazione del monumento.Il restauro del castello fu finanziato dallo Stato in virtù della legge n. 1552 del 21 dicembre 1961, una decisione che permise il recupero di una struttura quasi in rovina nella prima metà del XX secolo. Secondo gli accordi previsti dalla convenzione ministeriale del 1972, il proprietario avrebbe dovuto garantire un'apertura stabile al pubblico come condizione per l’utilizzo dei fondi statali, ma tale impegno è stato sistematicamente ignorato fino al 2005 nonostante i solleciti della Soprintendenza e del Comune.
Oltre all’inaccessibilità del sito, oggi si segnala una situazione di grave incuria che mette a rischio la sopravvivenza stessa del monumento. Attraverso un monitoraggio fotografico, l'Associazione CODICI ha evidenziato l’assenza di manutenzione da oltre vent’anni, con la torre completamente invasa da vegetazione infestante che ha già provocato danni significativi alla facciata e minaccia ulteriori lesioni alle strutture murarie. Inoltre, parte dei merli della torre sono crollati o gravemente danneggiati, destando notevole preoccupazione. L’associazione ha formulato alcune richieste precise alle autorità competenti:
- Effettuare un’ispezione immediata per valutare lo stato dei danni e l’impatto della vegetazione infestante.
- Sollecitare il proprietario ad avviare lavori urgenti di manutenzione e restauro o, in caso di inazione, procedere all’esecuzione d’ufficio o all’espropriazione per promuovere la valorizzazione del bene.
- Rivedere le modalità di accesso al pubblico, rendendo finalmente il castello fruibile per cittadini e turisti.

