Il Tribunale di Vallo della Lucania ha condannato il Comune di Agropoli per cima d’ormeggio usurata: risarcimento danni all’imbarcazione “Archimede” e riconoscimento della responsabilità dell’ente. Lo riporta InfoCilento.
Comune di Agropoli condannato per cima d’ormeggio rotta: risarcimento a proprietario dell’imbarcazione
Il Tribunale di Vallo della Lucania ha sancito la responsabilità del Comune di Agropoli in relazione a un incidente marittimo avvenuto nel porto cittadino. La vicenda risale a marzo 2018, quando l’imbarcazione “Archimede” riportò danni significativi allo specchio di poppa, alla timoneria e alla scaletta, a seguito della rottura di una cima d’ormeggio comunale.
In primo grado, il Giudice di Pace di Agropoli aveva respinto la richiesta di risarcimento avanzata dal proprietario, assistito dall’avvocato Francesco Saverio Caiazzo, ritenendo che la sicurezza dell’ormeggio spettasse esclusivamente all’assegnatario del posto barca. La sentenza d’appello, pronunciata dal giudice Giuseppe Limitone, ha invece ribaltato quella decisione, accertando la colpa grave del Comune per mancata manutenzione.
Le responsabilità del Comune
Il Tribunale ha sottolineato che, in quanto gestore dei pontili e proprietario delle attrezzature portuali (corpi morti, catenarie e cime), il Comune ha l’obbligo di garantire la stabilità e la sicurezza delle strutture fornite. La difesa aveva invocato le condizioni meteo-marine avverse come causa del danno, ma il giudice ha evidenziato che l’imbarcazione danneggiata era stata l’unica a subire danni durante l’episodio, indicando che si trattava di una normale risacca interna e non di una mareggiata eccezionale.
La cima si è spezzata in un tratto sommerso vicino alla catenaria, segno di logorio dovuto al tempo e alla mancata sostituzione. Essendo vietato ai privati intervenire sul materiale comunale, la manutenzione compete esclusivamente a operatori professionali incaricati dal Comune.
Risarcimento e precedente
Secondo l’articolo 1218 del Codice Civile, chi gestisce un servizio deve risarcire i danni se non prova che l’inadempimento sia dovuto a cause a lui non imputabili. Non essendo stata dimostrata una corretta manutenzione né un evento imprevedibile, il Tribunale ha condannato il Comune a corrispondere circa cinquemila euro di risarcimento e oltre tremila euro per le consulenze tecniche. La sentenza costituisce un importante precedente per gli armatori, confermando che garantire un ormeggio sicuro è un obbligo essenziale del servizio portuale e non un optional.

