Nelle ultime ore, il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) è tornato un tema caldo del dibattito politico italiano, dopo l’attacco del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai leader dell’opposizione Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il premier ha detto: “Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri o attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo Governo non lavora col favore delle tenebre: guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza”.
Salvini ha prontamente replicato: “La Lega nel 2012 è stato l’unico partito a non votare per il Mes".
#Salvini: MES APPROVATO?!? Inorridisco e chiederemo le dimissioni di un ministro dell'Economia che ha svenduto il nostro Paese. #portaaporta
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) April 9, 2020
Meloni ha detto: “Presidente Giuseppe Conte, nel 2012 al Governo non c’ero io, c’era Mario Monti. Non è bello usare la televisione di Stato per diffondere fake news”.
Una sola parola: tradimento. pic.twitter.com/JFWs2Tu6Tg
— Giorgia Meloni ?? ن (@GiorgiaMeloni) April 10, 2020
Mes, chi ha ragione tra Conte, Meloni e Salvini?
Da due giorni è in corso una polemica tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il leader della Lega, Matteo Salvini, e la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, attorno al Mes, il Meccanismo Europeo di Stabilità, l’istituzione europea che ha lo scopo di aiutare i paesi in difficoltà e di cui diversi governi europei hanno chiesto l’intervento per fronteggiare le conseguenze economiche della pandemia da coronavirus. In conferenza stampa, Conte è ritornato sul concetto ribadendo che, se il MES viene considerato una trappola, «chi ha confezionato questa trappola si assuma la responsabilità pubblica: nel 2012 c’era un governo di centrodestra non vorrei ricordar male ma la Meloni era un ministro»: in realtà al governo c’era Mario Monti, sostenuto anche dal Popolo della Libertà a cui allora apparteneva Meloni, ma non era più ministra.Il presidente #Conte indice una #conferenzastampa in prima serata sul servizio pubblico per attaccare l'opposizione, senza possibilità di replica e senza contraddittorio. Non si è mai vista una cosa del genere nella storia della democrazia. pic.twitter.com/kijXDo0G0r
— Fratelli d'Italia ?? (@FratellidItalia) April 10, 2020
Salvini ha paragonato il discorso di Conte a una cosa da «regime», accusando il presidente del Consiglio di avere attaccato l’opposizione usando una conferenza stampa trasmessa a reti quasi unificate. Meloni ha accusato Conte di aver organizzato «una conferenza stampa pochi minuti prima dell’edizione più vista dei tg per accusare l’opposizione di dire menzogne, senza possibilità di replica. La dice lunga sulla tracotanza di questo governo».
#Salvini: Da italiano mi aspettavo che Conte rispondesse a medici, imprenditori e partite iva. Ha preferito attaccare le opposizioni a reti unificate. Come nei regimi. #StaseraItalia
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) April 10, 2020
Chi ha approvato il Mes?
Come ricostruito da ‘La Repubblica’, il Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi IV ha approvato il 3 agosto 2011 il “disegno di legge per la ratifica della decisione del Consiglio Europeo 2011/199/Ue, che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento della Ue relativamente a un meccanismo di stabilità (Esm – European Stability Mechanism), nei Paesi in cui la moneta è l’euro. Obiettivo della Decisione è far sì che tutti gli Stati dell’Eurozona possano istituire, se necessario, un meccanismo che renderà possibile affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria dell’intera area dell’Euro”.Mes: cos’è il fondo salva-Stati, come funziona e perché se ne parla tanto
Il Consiglio dei Ministri del 3 agosto 2011 ha fatto seguito al Consiglio Europeo del 25 marzo 2011, nel quale l’allora premier Berlusconi ha rappresentato l’Italia al tavolo in cui sono stati i contenuti del meccanismo di stabilità. Del governo Berlusconi IV hanno fatto parte Bossi (ministro per le Riforme), Meloni (ministra per la Gioventù), Calderoli (ministro per la Semplificazione), Nitto Palma (ministro per la Giustizia dal 27 luglio 2011), La Russa (ministro della Difesa), Tremonti (ministro per l’Economia) e Gelmini (ministro per l’Università). Come ricorda ‘Agi’, il disegno di legge intitolato “Ratifica ed esecuzione del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità (Mes)” è stato presentato al Senato italiano il 3 aprile 2012, due mesi dopo la firma del Trattato (avvenuta il 2 febbraio 2012). Il voto favorevole del Senato è arrivato il 12 luglio 2012, mentre l’approvazione definitiva è stata data dalla Camera dei Deputati una settimana dopo, il 19 luglio 2012. All’epoca era in carica il governo tecnico di Mario Monti. A Montecitorio, come ha tenuto traccia ‘Openpolis’, il via libera alla ratifica del Trattato sul Mes è stato dato con 325 voti favorevoli, 53 contrari, 36 astenuti e 214 assenti. Tutti i 168 deputati del Partito Democratico presenti hanno votato a favore, così come 83 parlamentari del Popolo della Libertà, 30 dell’Unione di Centro e 14 di Futuro e libertà. La Lega (con Roberto Maroni segretario) è stata l’unica a votare contro (51 no), assieme a due voti “ribelli” all’interno del Pdl (Guido Crosetto e Lino Miserotti). Il giorno della votazione, la futura leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, all’epoca deputata del Popolo della Libertà, era assente.

