Da una parte l'accusa di
associazione a
delinquere di stampo mafioso, con le contestazioni dei reati collegati, quali usura ed estorsione, dall'altra lo
scambio elettorale politico-mafioso, che vede imputato un ex vicesindaco. Ora il processo
diventa unico.Processo unico per il clan Zullo e lo scambio elettorale
Il tribunale di Nocera Inferiore ha riunito i due procedimenti, contigui secondo la Dda, sulle
attività del
«clan Zullo» a
Cava de' Tirreni. Il 12 luglio il collegio prenderà atto della decisione, stilando un calendario per le udienze. Almeno trenta gli imputati. Un processo nato da una lunga attività dell'Antimafia sulla figura di
Dante Zullo. E che coinvolse anche
l'ex vicesindaco Enrico Polichetti, dimessosi dopo l'iscrizione nel registro degli indagati. L'accusa per lui è di scambio elettorale politico mafioso.
Stando al teorema del pm Vincenzo Senatore, tutto da dimostrare e formulato dalle parole del collaboratore di giustizia Giovanni Sorrentino, il politico avrebbe ottenuto un
aiuto, alle
elezioni, dal gruppo Zullo. Per l'Antimafia, poi, l'ex vicesindaco avrebbe dato
consigli allo stesso gruppo su come fare per avere i permessi per l'evento «Expo Pizza». Con Polichetti è imputato un funzionario comunale del servizio tributi, accusato di
abuso d'ufficio, in quanto avrebbe
favorito, anch'egli, una società collegata agli Zullo per quell'evento. E un nipote di Dante Zullo, che avrebbe favorito
l'incontro tra Polichetti e il «boss».