Cava de’ Tirreni, Giordano traccia il bilancio dei primi 100 giorni: "Ente in difficoltà, priorità alla riorganizzazione"

Primi cento giorni di amministrazione per il sindaco di Cava de’ Tirreni Raffaele Giordano, chiamato ora a tracciare una prima fotografia del lavoro svolto e delle criticità incontrate dall’insediamento. Il nuovo primo cittadino, eletto alle comunali del 2026, ha concentrato il suo intervento soprattutto sulle condizioni economico-finanziarie dell’Ente, sulla riorganizzazione degli uffici e sulla progressiva riduzione del personale comunale.
Dal fronte dell’opposizione arriva invece la lettura dell’ex sindaco Vincenzo Servalli, che invita a guardare oltre la gestione dell’ordinario e chiede una prospettiva di più lungo periodo per la città.
Giordano: "Abbiamo gettato le basi per il futuro"
Per il sindaco, cento giorni non sono sufficienti per formulare un bilancio definitivo del nuovo corso amministrativo. La prima fase, spiega, è stata utilizzata principalmente per conoscere la macchina comunale e intervenire sui nodi considerati più urgenti.
Tra i primi provvedimenti Giordano indica la nomina del nuovo segretario generale e del nuovo comandante della Polizia Municipale, passaggi considerati funzionali alla successiva riorganizzazione dei diversi settori dell’Ente.
Uno dei principali problemi affrontati ha riguardato il rendiconto di gestione 2025, che al momento dell’insediamento non risultava ancora approvato nonostante la scadenza ordinaria del 30 aprile. Il documento è stato poi portato in Consiglio comunale e approvato il 10 settembre.
Secondo Giordano, il ritardo accumulato avrebbe prodotto conseguenze anche sulle scadenze successive, imponendo all’amministrazione una fase iniziale particolarmente concentrata sugli adempimenti finanziari e contabili.
Verde pubblico, ville comunali e controlli serali
Nel resoconto dei primi mesi il sindaco richiama anche alcuni interventi sul fronte della gestione quotidiana della città.
Giordano rivendica una maggiore attenzione alla manutenzione del verde pubblico, la regolamentazione degli orari di chiusura delle ville comunali e l’estensione fino a mezzanotte dei controlli della Polizia Municipale nelle serate del sabato.
Ma il nodo considerato più delicato resta quello del personale. Il primo cittadino riferisce di aver trovato 220 dipendenti, diventati 204 nei primi tre mesi, con una previsione di ulteriore riduzione fino a circa 190 unità nel corso del prossimo anno.
Per l’amministrazione, dunque, una delle sfide principali sarà garantire la funzionalità degli uffici nonostante la progressiva contrazione dell’organico.
Servalli: "Serve una visione per Cava verso il 2030"
Diversa la valutazione di Vincenzo Servalli, che ha guidato Cava de’ Tirreni per due mandati consecutivi prima della conclusione del suo incarico nel giugno 2026.
L’ex sindaco considera prematuro un giudizio definitivo sull’amministrazione Giordano, ma sostiene che in questi primi mesi sia emersa soprattutto una forte attività di comunicazione e presenza pubblica del nuovo primo cittadino.
Servalli osserva inoltre che alcune delle opere inaugurate recentemente erano state progettate e finanziate durante la precedente consiliatura e chiede alla nuova amministrazione di definire una strategia capace di accompagnare Cava de’ Tirreni verso il 2030.
Sul fronte finanziario, l’ex sindaco richiama infine la necessità di proseguire nel percorso previsto dal piano di riequilibrio, mentre l’attuale amministrazione ha indicato nel rafforzamento della riscossione delle entrate uno dei temi centrali per i prossimi mesi.
I primi cento giorni consegnano quindi due letture differenti: da una parte la maggioranza concentra l’attenzione sulla riorganizzazione interna e sulle difficoltà finanziarie incontrate all’insediamento; dall’altra l’ex amministrazione chiede che alla gestione delle emergenze venga affiancata una programmazione più ampia sul futuro della città.




