Mario Avagliano vince il Premio Letterario "Democrazia e Libertà" con il volume L'uomo che arrestò Mussolini. Il volume trionfa nella Sezione Narrativa ed è pubblicato da Marlin Editore.
L'uomo che arrestò Mussolini racconta la storia intrepida del tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Frignani, dalle trincee del Piave all'arresto di Mussolini, dalla Resistenza clandestina a Roma alle Fosse Ardeatine, forse a causa del tradimento di una bionda spia tedesca.
«Questo premio è un riconoscimento alla memoria di Giovanni Frignani e di tutti coloro che, anche dentro le istituzioni dello Stato, seppero dire no al fascismo. Credo profondamente che la ricerca storica debba riportare alla luce figure dimenticate e trasformare gli archivi in storie vive, capaci di interrogare il presente. Ricevere il Premio storico-letterario "Democrazia e Libertà" per L'uomo che arrestò Mussolini rappresenta quindi per me un riconoscimento particolarmente significativo, perché premia non soltanto un libro, ma un'idea di storia civile e pubblica che appassiona e avvince il lettore con forza narrativa ma con rigore storico», dichiara Mario Avagliano.
Il Premio "Democrazia e Libertà" è organizzato dalla FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) in collaborazione con il Centro Altiero Spinelli del Dipartimento SARAS di Sapienza Università di Roma, e nasce in occasione dell'ottantesimo anniversario del Referendum del 2 giugno 1946, con l'intenzione di valorizzare opere dedicate alla Resistenza, alla nascita della Repubblica, alla Costituzione e alla conquista del voto alle donne.
Tra i militari attivi nella Resistenza ci furono anche molti carabinieri e dodici di essi furono trucidati alle Fosse Ardeatine. Uno di questi fu il tenente colonnello Giovanni Frignani, di Ravenna, volontario nella Grande Guerra, decorato al Piave, membro dei servizi segreti militari e protagonista di casi clamorosi di controspionaggio, come quello francese ai danni della Regia Marina.
Nonostante il fratello Giuseppe fosse stato deputato fascista, sottosegretario alle Finanze e uomo di fiducia del duce nel mondo delle banche, il 25 luglio 1943 il comando generale dell'Arma affidò proprio a lui il compito dell'arresto di Benito Mussolini all'uscita di Villa Savoia a seguito del colloquio con il re e il sequestro dei diari di Claretta Petacci e delle lettere del duce alla sua amante. Il mese successivo, sempre Frignani fu protagonista di un altro episodio che fece rumore: la morte del gerarca fascista Ettore Muti. Dopo l'8 settembre 1943, fascisti e nazisti misero una taglia su Frignani, che fu tra i principali promotori del Fronte militare clandestino dei carabinieri, inquadrato nella più ampia organizzazione guidata dal colonnello Montezemolo. Arrestato dalle SS, forse su delazione di una bionda spia tedesca, finì nel carcere di via Tasso e il 24 marzo 1944 fu assassinato alle Fosse Ardeatine. Nel dopoguerra gli venne assegnata la medaglia d'oro. Mario Avagliano, facendo ricorso a lettere, memoriali, documenti d'archivio, testimonianze di parenti, ricostruisce la sua vita avventurosa e intrepida. Un viaggio appassionante attraverso il fascismo di un carabiniere eroe della Resistenza.
Cava de' Tirreni, Mario Avagliano vince il Premio Letterario "Democrazia e Libertà"
Mario Avagliano vince il Premio Letterario "Democrazia e Libertà" con il volume L'uomo che arrestò Mussolini (Marlin Editore). Il riconoscimento è stato assegnato al libro, giunto alla sesta edizione, nella Sezione Narrativa.L'uomo che arrestò Mussolini racconta la storia intrepida del tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Frignani, dalle trincee del Piave all'arresto di Mussolini, dalla Resistenza clandestina a Roma alle Fosse Ardeatine, forse a causa del tradimento di una bionda spia tedesca.
La motivazione del Premio
«La giuria ringrazia Mario Avagliano per aver trasformato il rigore della ricerca d'archivio in racconto avvincente, riportando alla luce una figura troppo a lungo rimasta nell'ombra. Restituendo a Giovanni Frignani il suo posto nella memoria nazionale, l'autore rende giustizia a un'intera tradizione di servizio allo Stato che seppe farsi Resistenza, e ci insegna che l'onore non è obbedienza al potere ma coerenza con la coscienza».«Questo premio è un riconoscimento alla memoria di Giovanni Frignani e di tutti coloro che, anche dentro le istituzioni dello Stato, seppero dire no al fascismo. Credo profondamente che la ricerca storica debba riportare alla luce figure dimenticate e trasformare gli archivi in storie vive, capaci di interrogare il presente. Ricevere il Premio storico-letterario "Democrazia e Libertà" per L'uomo che arrestò Mussolini rappresenta quindi per me un riconoscimento particolarmente significativo, perché premia non soltanto un libro, ma un'idea di storia civile e pubblica che appassiona e avvince il lettore con forza narrativa ma con rigore storico», dichiara Mario Avagliano.
Il Premio "Democrazia e Libertà" è organizzato dalla FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane) in collaborazione con il Centro Altiero Spinelli del Dipartimento SARAS di Sapienza Università di Roma, e nasce in occasione dell'ottantesimo anniversario del Referendum del 2 giugno 1946, con l'intenzione di valorizzare opere dedicate alla Resistenza, alla nascita della Repubblica, alla Costituzione e alla conquista del voto alle donne.
Tra i militari attivi nella Resistenza ci furono anche molti carabinieri e dodici di essi furono trucidati alle Fosse Ardeatine. Uno di questi fu il tenente colonnello Giovanni Frignani, di Ravenna, volontario nella Grande Guerra, decorato al Piave, membro dei servizi segreti militari e protagonista di casi clamorosi di controspionaggio, come quello francese ai danni della Regia Marina.
Nonostante il fratello Giuseppe fosse stato deputato fascista, sottosegretario alle Finanze e uomo di fiducia del duce nel mondo delle banche, il 25 luglio 1943 il comando generale dell'Arma affidò proprio a lui il compito dell'arresto di Benito Mussolini all'uscita di Villa Savoia a seguito del colloquio con il re e il sequestro dei diari di Claretta Petacci e delle lettere del duce alla sua amante. Il mese successivo, sempre Frignani fu protagonista di un altro episodio che fece rumore: la morte del gerarca fascista Ettore Muti. Dopo l'8 settembre 1943, fascisti e nazisti misero una taglia su Frignani, che fu tra i principali promotori del Fronte militare clandestino dei carabinieri, inquadrato nella più ampia organizzazione guidata dal colonnello Montezemolo. Arrestato dalle SS, forse su delazione di una bionda spia tedesca, finì nel carcere di via Tasso e il 24 marzo 1944 fu assassinato alle Fosse Ardeatine. Nel dopoguerra gli venne assegnata la medaglia d'oro. Mario Avagliano, facendo ricorso a lettere, memoriali, documenti d'archivio, testimonianze di parenti, ricostruisce la sua vita avventurosa e intrepida. Un viaggio appassionante attraverso il fascismo di un carabiniere eroe della Resistenza.

