Si chiude definitivamente la parentesi giudiziaria per il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo, coinvolto nella complessa inchiesta sull'omicidio di Angelo Vassallo, il "sindaco pescatore" di Pollica trucidato nel 2010. Il Gup del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, ha pronunciato la sentenza di proscioglimento nei confronti dell'ufficiale, mettendo fine a un'accusa pesantissima di concorso in omicidio che lo aveva portato, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, alla detenzione nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Se per il colonnello la vicenda si conclude con la piena riabilitazione, il processo per l'omicidio Vassallo prosegue per gli altri indagati. Il prossimo 9 luglio si aprirà il dibattimento con rito ordinario per l'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l'imprenditore Giuseppe Cipriano e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Alla sbarra anche Giovanni Cafiero per reati legati al traffico di stupefacenti. Resta dunque ancora aperta la caccia alla verità giudiziaria su un delitto che, a sedici anni di distanza, continua a rappresentare una ferita profonda e irrisolta per l'intero Cilento.
Caso Vassallo: colonnello Cagnazzo torna in servizio nell'Arma
La decisione del giudice segue la scia di quanto già tracciato dalla Corte di Cassazione e dal Tribunale del Riesame, che avevano giudicato inconsistenti e privi di gravi indizi i teoremi accusatori che ipotizzavano un suo ruolo nel delitto o nei presunti depistaggi successivi. Con la caduta delle accuse, Cagnazzo ha già ripreso il suo posto nell'Arma dei Carabinieri, ricevendo un incarico provvisorio presso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, in attesa che il Comando Generale definisca la sua destinazione permanente nelle prossime settimane.Se per il colonnello la vicenda si conclude con la piena riabilitazione, il processo per l'omicidio Vassallo prosegue per gli altri indagati. Il prossimo 9 luglio si aprirà il dibattimento con rito ordinario per l'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l'imprenditore Giuseppe Cipriano e il collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Alla sbarra anche Giovanni Cafiero per reati legati al traffico di stupefacenti. Resta dunque ancora aperta la caccia alla verità giudiziaria su un delitto che, a sedici anni di distanza, continua a rappresentare una ferita profonda e irrisolta per l'intero Cilento.

