Nuovo intervento contro il bracconaggio nell’agro di Capaccio Paestum, dove due persone sono state sorprese in un uliveto mentre avrebbero tentato di catturare piccoli volatili, in particolare cardellini.
L’operazione è stata condotta dalle guardie ambientali dell’Accademia Kronos di Salerno, insieme alle guardie dell’Enpa e con il supporto dei Carabinieri Forestali di Capaccio Paestum. I due soggetti sono stati denunciati, mentre l’attrezzatura utilizzata per la cattura è stata sequestrata.
Il blitz nell’uliveto
L’intervento arriva a pochi giorni da un’altra operazione simile, durante la quale era stato denunciato un uomo trovato con reti e richiami elettronici. Questa volta, però, il sistema individuato dagli operatori è apparso ancora più crudele.
Secondo quanto ricostruito, nell’uliveto erano stati sistemati diversi metri di rete trappola a maglie strette, collegata a un meccanismo azionato a distanza con carrucole, picchetti in ferro e circa 40 metri di corda.
Cardellini legati ai bastoni come richiami
A rendere ancora più grave il quadro è stato il ritrovamento di cardellini vivi utilizzati come esche. Gli uccelli, probabilmente catturati in precedenza, sarebbero stati legati e imbracati per le ali, poi fissati a bastoni di legno accanto ai richiami elettronici.
Il loro movimento e il canto diffuso dagli apparecchi servivano ad attirare altri esemplari, che finivano così nella rete predisposta dai bracconieri.
Sequestrata l’attrezzatura
Al momento del controllo, i due avevano già catturato diversi cardellini, rinvenuti all’interno di piccole gabbie. Le guardie hanno sequestrato tutta l’attrezzatura utilizzata: reti, paletti, richiami acustici con casse di diffusione del canto, picchetti in ferro, mazzette, corde e oggetti da taglio.
Alcuni volatili presentavano evidenti segni di mutilazione, dovuti all’imbracatura e alla tarpatura delle ali. Nessuno degli esemplari aveva anelli identificativi.
Gli uccelli trasferiti al Cras Frullone
I cardellini recuperati sono stati affidati al personale dell’Enpa e trasferiti all’ambulatorio veterinario del Cras Frullone di Napoli, centro di recupero per animali selvatici, dove saranno sottoposti alle cure necessarie.
L’obiettivo è verificare le condizioni degli esemplari e valutare, ove possibile, un percorso di recupero.
Il mercato illegale dell’avifauna
Dietro queste catture si nasconde spesso un commercio illecito di uccelli selvatici. I cardellini, soprattutto se utilizzati come richiami, possono raggiungere valori molto elevati nel mercato illegale.
L’operazione conferma l’attenzione delle guardie ambientali, dell’Enpa e dei Carabinieri Forestali sul fenomeno dell’uccellagione, una pratica vietata che colpisce specie protette e provoca gravi sofferenze agli animali catturati.

