L'Onu approva la cannabis terapeutica: la Commissione Onu la cancella dall’elenco delle sostanze più pericolose. I 53 Stati membri della Cnd si sono riuniti per votare 6 raccomandazioni, che l’Oms ha adottato qualche anno fa. Dei 53 Stati, quasi tutti quelli appartenenti all'Europa e all'America hanno votato a favore, compresa l’Italia, raggiungendo la maggioranza di un solo voto, a quota 27.
Cannabis terapeutica: c'è l'approvazione dell'Onu
L’Onu ha riconosciuto ufficialmente le
proprietà medicinali della cannabis terapeutica in un
voto espresso a
Vienna dagli
Stati Membri nel corso della
Commiss
ione droghe delle
Nazioni unite (Cnd), l’organo esecutivo per la politica sulle droghe. I 53 Stati membri della Cnd si sono riuniti per v
otare sei
raccomandazioni che l’
Oms ha adottato qualche anno fa. Tra queste anche la declassificazione della cannabis terapeutica dalla tabella VI, quella più restrittiva delle sostanze ritenute più pericolose, come eroina e cocaina. La cannabis terapeutica è stata quindi eliminata dalla tabella 4 in virtù dei suoi impieghi terapeutici.
Sostanza pericolosa
La cannabis terapeutica è stata tolta dalla
tabella 4, la più restrittiva nella quale si trovano
sostanze come
eroina e
cocaina, in virtù dei suoi impieghi terapeutici.
La situazione in Italia
In
Italia ancora molti
pazienti faticano a ricevere la
terapia a
base di cannabis medica. Da 13 anni, nel nostro Paese è consentito il ricorso alla cannabis terapeutica se in possesso di regolare
prescrizione medica, ma molto spesso il fabbisogno è superiore alla
produzione e all’importazione del
farmaco. L’Italia ha un fabbisogno di 1.950 kg all’anno di cannabis medica. A fronte di tale domanda, sulla base di quanto pubblicato sul sito del
ministero della
Salute, lo
Stabilimento chimico farmaceutico militare di
Firenze (SCFM), nel 2019, ha distribuito alla Farmacie cannabis per soli 157 kg. Lo stato italiano, per rispondere alla domanda interna, ha dovuto acquistare 252 kg di prodotti importati dall’Olanda.