Ecco i movimenti dei membri dei clan della camorra che gestivano il traffico di droga in provincia di Salerno: Esposito dava disposizioni dal clan, Bisogni agiva per conto dei fratelli.
Bisogni agiva per conto dei fratelli, mentre Esposito dava disposizioni dal carcere
Due sodalizi criminali dediti allo
spaccio che si uniscono formando un unico
cartello. Da un lato al vertice troviamo
Michele Bisogni (che agisce per conto dei fratelli) e dall’altro
Giovanni Esposito. Michele Bisogni,
fratello dei gemelli
Sergio ed Enrico aveva preso il posto dei germani come referente e reggente del
clan Pecoraro Renna.
E per conto dei fratelli, detenuti fuori dalla regione
Campania, riceveva periodicamente somme di denaro, provento dell’attività di traffico di stupefacente, materialmente gestita dai
fratelli Quaranta, al fine di agevolare l’associazione camorristica.
Tali somme venivano utilizzate per garantire l’assistenza economica e legale ai rispettivi affiliati detenuti o i familiari. L’altro sodalizio dedito allo
spaccio vedeva al
vertice Giovanni Esposito, il quale ha continuato ad impartire ordini anche durante la sua detenzione presso la
casa circondariale di Fuorni.
E, lo faceva attraverso la
moglie Lucia Trotta ed il figlio Gianluca. Le disposizioni sovente venivano impartite nel corso dei colloqui che il detenuto aveva con i familiari.
Inoltre, stando alle risultanze investigative in carcere
Giovanni Esposito ha stabilito contatti e rapporti con altri soggetti detenuti e dediti al traffico di droga creando ulteriori canali di
spaccio, successivamente gestiti dai familiari che nel corso dei colloqui gli rendicontavano gli esiti degli stessi.
Al fine di poter “organizzare il lavoro” dalla cella di detenzione
Esposito non lesinava di utilizzare un
telefono cellulare clandestinamente introdotto nel penitenziario.
Lucia Trotta oltre a ricevere e far eseguire le
disposizioni del marito che arrivavano dal carcere si occupava anche dell’occultamento e custodia presso la sua abitazione sia della
droga che del denaro proveniente dall’attività di
spaccio e della riscossione dei crediti derivanti dal traffico di stupefacenti.
Finanziatori dell’attività di spaccio erano
Carmine Quaranta e Adelchi Quaranta. Un grande slancio all’attività investigativa è stata data sia dalle intercettazioni ma soprattutto dalle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia
Sabino De Maio e Marino.
I
fratelli Quaranta in un primo Momento si erano inseriti nel gruppo gestito da
Sergio ed Enrico Bisogni, successivamente vi è l’avvicinamento e l’alleanza tra questo gruppo e i membri della famiglia
De Feo e poi la gestione del traffico di sostanze stupefacenti nei picentini svolto proprio dai
fratelli Quaranta.
Tutti gli arrestati a partire da questa mattina saranno sentiti dal giudice per le udienze
preliminari Pietro Indinnimeo.