La giustizia ha assestato un duro colpo alle nuove leve della criminalità organizzata di Pagani. Il Tribunale per i Minorenni di Salerno ha emesso due pesanti sentenze di condanna nei confronti di altrettanti ragazzi, oggi 20enni ma minorenni all'epoca dei fatti, considerati organici al potente clan camorristico Fezza-De Vivo come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il primo imputato è stato condannato a una pena di 8 anni di reclusione, mentre per il secondo la condanna è stata fissata a 8 anni e 6 mesi.
I reati contestati ai due giovani andavano dall'associazione mafiosa all'estorsione, fino al porto d'armi e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Tra gli episodi più gravi esaminati dal giudice spicca un agguato armato consumato nel 2023, quando un gruppo di fuoco intercettò un ragazzo in auto a Pagani, ferendolo gravemente alle gambe a colpi di pistola calibro 7,65 per essersi rifiutato di sottostare alle direttive della cosca.
La ricostruzione degli inquirenti ha evidenziato la pericolosità sociale e lo spessore criminale dei due ventenni nell'organigramma del sodalizio paganese, nel quale un tempo era inserito anche il latitante Vincenzo Confessore.
Il primo condannato agiva come corriere per lo spaccio e "esattore-picchiatore" verso le vittime recalcitranti. Il secondo, invece, godeva già di un ruolo direttivo nel controllo del narcotraffico cittadino, con la facoltà di ordinare ritorsioni violente e imporre tangenti da 1000 euro destinate al sostentamento delle famiglie dei detenuti.
Per le accuse successive al compimento dei diciotto anni, tra cui il reato di associazione finalizzata al traffico di droga, la posizione dei due indagati sarà vagliata dal tribunale ordinario.
Il primo imputato è stato condannato a una pena di 8 anni di reclusione, mentre per il secondo la condanna è stata fissata a 8 anni e 6 mesi.
Camorra a Pagani: stangata per i giovani del clan Fezza-De Vivo
Le pesanti condanne scaturiscono da una complessa indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, eseguita sul campo dalla Squadra Mobile salernitana e dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.I reati contestati ai due giovani andavano dall'associazione mafiosa all'estorsione, fino al porto d'armi e alla detenzione di sostanze stupefacenti. Tra gli episodi più gravi esaminati dal giudice spicca un agguato armato consumato nel 2023, quando un gruppo di fuoco intercettò un ragazzo in auto a Pagani, ferendolo gravemente alle gambe a colpi di pistola calibro 7,65 per essersi rifiutato di sottostare alle direttive della cosca.
La ricostruzione degli inquirenti ha evidenziato la pericolosità sociale e lo spessore criminale dei due ventenni nell'organigramma del sodalizio paganese, nel quale un tempo era inserito anche il latitante Vincenzo Confessore.
Il primo condannato agiva come corriere per lo spaccio e "esattore-picchiatore" verso le vittime recalcitranti. Il secondo, invece, godeva già di un ruolo direttivo nel controllo del narcotraffico cittadino, con la facoltà di ordinare ritorsioni violente e imporre tangenti da 1000 euro destinate al sostentamento delle famiglie dei detenuti.
Per le accuse successive al compimento dei diciotto anni, tra cui il reato di associazione finalizzata al traffico di droga, la posizione dei due indagati sarà vagliata dal tribunale ordinario.

