Continua lo
scontro a distanza tra
Clemente Mastella e
Carlo Calenda, nato da un
tweet di sabato 16 gennaio di quest'ultimo e proseguito negli studi di
Mezz’ora in più su
Rai3 nel pomeriggio di ieri. Il
terzo round è andato in scena su
RadioUno dove il
leader di
Azione ha annunciato che presto partirà una
querela verso il
sindaco di
Benevento.
Ma
Mastella non si è lasciato attendere ad ha subito
risposto: “
Ci vedremo in tribunale. La mia querela a Calenda l’avevo sospesa. Ora anche il mio avvocato ha materia per far valere le mie ragioni. Io sensale, io figuro, io venditore? A presto“.
Mastella contro Calenda: una lite partita dai social
La
querelle nasce sabato, quando
Calenda ha scritto su
Twitter di aver ricevuto una
telefonata da
Mastella per appoggiare
Conte in cambio del supporto del Pd nella sua corsa alla guida della Capitale. “
Considero questa offerta un insulto personale”, si
leggeva nel tweet.
Ed ecco la prima replica di
Mastella: “
Sei moralmente modesto”. Il sindaco di Benevento poi è passato al contrattacco, ospite di
Lucia Annunziata su
Rai3: “
È un burinotto, un pariolino, un figlio di papà”. A quel punto
Calenda telefona in trasmissione per
replicare. E rincara la dose: “
La telefonata sembrava quella dei venditori di un elenco telefonico“.
La replica di Calenda a RadioUno
Oggi, ai microfoni di
RadioUno, il leader di Azione attacca ancora: “
È chiaro che ricevo tante telefonate e i contenuti non li riferisco. Ma una cosa è uno che ti parla come se parlasse con Scilipoti o una prostituta e ti dice una cosa inaccettabile”.
La
querela però è dovuta a quanto detto da
Mastella sui loro contatti ai tempi del
Cis di Nola: “
Su questo Mastella verrà querelato. Io non ho mai parlato con Mastella. Tra l’altro non gestivo porti, quella era una società privata. Non conosco Mastella, tanto che si è presentato. Banalmente, se non rettificherà quello che ha detto…Ma sono miserie umane”, ha detto
Calenda.
Vecchie ruggini
Il
sindaco di
Benevento aveva riferito di conoscerlo già “
all’epoca del Cis di Nola“, ovvero il Centro Ingrosso Sviluppo, un interporto della
Campania, di cui
Calenda è stato direttore generale una decina d’anni fa.