Il festival Salerno Letteratura finisce al centro di una durissima polemica culturale e politica a pochi giorni dal suo inizio. Il filosofo e fondatore di MicroMega, Paolo Flores d'Arcais, ha annunciato ufficialmente tramite le colonne de Il Foglio la sua decisione di boicottare l'evento e annullare la propria partecipazione.
Secondo la ricostruzione di Flores d'Arcais, la decisione dei direttori di "riconsiderare" la presenza dello scrittore sarebbe scaturita dalle forti pressioni esercitate da una delle istituzioni cardine della manifestazione:
«La Fondazione Gatto ha avuto certamente un peso nel chiedere e ottenere che la prolusione venisse tolta. C'è la convinzione che non si debba usare la parola 'genocidio' nel modo politico polemico in cui viene usata oggi. Ma proprio di fronte a queste posizioni è inaccettabile rigettare la presenza di uno scrittore come De Luca, come se ciò che ha detto possa essere considerato mostruoso per la coscienza democratica. Si finisce per additare De Luca come un amico di Netanyahu, è inaccettabile».
Il fondatore di MicroMega ha tracciato anche un parallelo storico e letterario, ricordando come persino David Grossman – simbolo dell'opposizione intellettuale israeliana a Netanyahu – abbia a lungo evitato quel termine prima di cedere di fronte alla durezza degli eventi recenti a Gaza. Per Flores d'Arcais, dunque, non esistevano in alcun modo i presupposti democratici per una censura o una revoca del genere.
L'intervista solleva inevitabilmente il tema della libertà di espressione all'interno delle rassegne culturali finanziate e patrocinate sul territorio. Flores d'Arcais ha espresso il proprio rammarico per quello che considera un grave scivolone da parte dei curatori Carillo e Di Paolo, invitandoli a fare un passo indietro:
Bufera a Salerno Letteratura: Paolo Flores d'Arcais si ritira
La clamorosa rinuncia nasce dalla scelta dei direttori artistici della kermesse salernitana, il filosofo Gennaro Carillo e lo scrittore Paolo Di Paolo, di revocare l'invito allo scrittore Erri De Luca, che avrebbe dovuto tenere la prolusione inaugurale dell'edizione di quest'anno. All'origine del dietrofront ci sarebbero le recenti dichiarazioni pubbliche espresse da De Luca in merito al conflitto in Medioriente e all'uso del termine "genocidio" per quanto sta accadendo a Gaza, posizioni giudicate dalla direzione non in linea con lo spirito del festival.Secondo la ricostruzione di Flores d'Arcais, la decisione dei direttori di "riconsiderare" la presenza dello scrittore sarebbe scaturita dalle forti pressioni esercitate da una delle istituzioni cardine della manifestazione:
«La Fondazione Gatto ha avuto certamente un peso nel chiedere e ottenere che la prolusione venisse tolta. C'è la convinzione che non si debba usare la parola 'genocidio' nel modo politico polemico in cui viene usata oggi. Ma proprio di fronte a queste posizioni è inaccettabile rigettare la presenza di uno scrittore come De Luca, come se ciò che ha detto possa essere considerato mostruoso per la coscienza democratica. Si finisce per additare De Luca come un amico di Netanyahu, è inaccettabile».
Il fondatore di MicroMega ha tracciato anche un parallelo storico e letterario, ricordando come persino David Grossman – simbolo dell'opposizione intellettuale israeliana a Netanyahu – abbia a lungo evitato quel termine prima di cedere di fronte alla durezza degli eventi recenti a Gaza. Per Flores d'Arcais, dunque, non esistevano in alcun modo i presupposti democratici per una censura o una revoca del genere.
L'intervista solleva inevitabilmente il tema della libertà di espressione all'interno delle rassegne culturali finanziate e patrocinate sul territorio. Flores d'Arcais ha espresso il proprio rammarico per quello che considera un grave scivolone da parte dei curatori Carillo e Di Paolo, invitandoli a fare un passo indietro:
- L'errore dei direttori: Il filosofo ritiene che la direzione si sia "piegata" frettolosamente a richieste esterne e che gli errori, una volta commessi, andrebbero riconosciuti e corretti.
- Il paradosso del tema: L'esclusione di De Luca stride fortemente con l'identità stessa della manifestazione salernitana. Il sottotitolo dell'edizione di quest'anno è infatti "Letteratura nei tempi inquieti", una traccia che avrebbe dovuto accogliere, anziché respingere, le riflessioni complesse.
- L'omaggio tradito al poeta: Flores d'Arcais ha citato direttamente il verso simbolo di Alfonso Gatto scelto per l'evento, «Il cuore desto avrà parole», evidenziando come la revoca della prolusione mini il significato profondo della poesia e della libertà di parola, il cui unico limite costituzionale invalicabile dovrebbe rimanere l'apologia del fascismo.

